Breaking News
Emergenza boschi, il Pd: "Consiglio regionale straordinario"

Pd: “Un consiglio regionale su emergenza boschi”

Venezia – “Zaia è il commissario straordinario per l’emergenza maltempo, deve mettersi a disposizione del territorio anziché rispondere in modo piccato ai sindaci. Se è seccato, perché non vuole lamentele, si dimetta e faccia altro. È inaccettabile lo scaricabarile su comuni, molti dei quali piccolissimi, chiamati a far fronte a un problema enorme, senza strutture né risorse. Chiediamo un consiglio regionale ad hoc, Zaia venga in aula a discutere di come affrontare questa emergenza. La montagna ha bisogno di aiuti veri, non di passerelle sulla Marmolada per difendere i confini”.

A parlare così sono oggi il capogruppo nel consiglio regionale del Veneto del Partito Democratico, Stefano Fracasso, ed il consigliere Graziano Azzalin, che attaccano il governatore all’indomani dell’ordinanza con cui attribuisce ai sindaci dell’Agordino le funzioni di soggetti attuatori per la pulizia dei boschi.

“Il fatto che plauda ai sindaci parlando di autonomia – rincarano gli esponenti dem –  è una vera presa in giro. Di quale autonomia parla, visto che lui per il Veneto la chiede a fronte di deleghe e soldi certi? L’ordinanza non dà alcun potere ai sindaci ma scarica addosso incombenze, rogne straordinarie per Comuni che faticano a chiudere i bilanci ordinari. Con quali risorse proprie, come è scritto nell’ordinanza, potranno svolgere le attività di ripristino del territorio e rimozione del legname? Ha un bel coraggio a parlare, quando la giunta Zaia non ha voluto stanziare un euro”.

“I sindaci – aggiungono Fracasso e Azzalin – potranno agire in deroga sulla base della vigenti normative di Protezione civile? È esattamente quello che avrebbe potuto fare la Regione, che ha invece scelto di lavarsene le mani. Fanno sorridere le parole del direttore di Avepa, Stella, che parla di un evento straordinario. È così anche per il Trentino, eppure la Provincia ha individuato strumenti, risorse e le modalità con cui metterli a disposizione dei Comuni. Non è un problema di autonomia, ma di volontà”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *