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Ecco come si muovono le lobby dell'asfalto

Ecco come si muovono le lobby dell’asfalto

Vicenza – Mi chiedo se sia  tanto difficile capire la “tecnica” delle lobby asfalto, gomme, petrolio. Con l’aiuto “politico” si frena lo sviluppo del trasporto ferroviario e quello del trasporto pubblico. Poi si aumenta il traffico commerciale sulle autostrade, per esempio facendo scaricare a Genova merci dirette a Trieste, e viceversa (contravvenendo alle norme europee sul limite dei percorsi su gomma delle merci). Si permettono quindi ai porti, ad esempio ad Ancona) di scaricare merci dirette in Nord Europa (ancora contro le direttive europee) e, con l’impegno di farle caricare su ferrovia, si permetto che viaggino via terra (vedi l’incidente mortale sulla A31 sud, ed il recente clandestino, sul tir che era stato scaricato al porto di Ancona).

In questo modo si intasano le autostrade, e si lascia che si verifichino incidenti mortali lungo tutta la tratta, non solo sul Ponte Morandi (che a questo punto è la minor causa dei morti sulla A4, riflettiamo),e ci si concentra sulla incidentalità della tratta che più interessa “sensibilizzare” e “convincere” , che in questo caso è la Verona-Padova.Si toglie il divieto di sorpasso fra tir nella tratta dove già più succedono gli incidenti (gallerie tra Vicenza Est e Vicenza Ovest) con un finto ragionamento: in questo tratto gli incidenti succedono perché i tir tentano il sorpasso fra di loro, dunque tanto vale lasciare che si sorpassino.

Si aumenta la velocità consentita, perché, con un altro finto ragionamento, si dice che gli incidenti non sono dovuti alla velocità, ma alla distrazione degli sbadati alla guida, che si perdono con l’uso del cellulare (in realtà, aumentando la velocità, aumenta il numero orario di veicoli; altro aumento si ottiene non facendo rispettare le distanze di sicurezza. Ovviamente poi, se aumenta la velocità aumentano le conseguenze dell’incidente). Ed ecco chiara la necessità di fare un’altra corsia, di fare una bretella, un’altra autostrada, eccetera.

Incolpiamo gli ambientalisti, i retrogradi, tutti quelli che non capiscono che il progresso sta nell’asfaltare il mondo. Il caos che si aveva alla barriera di Villabona, prima della realizzazione del Passante di Mestre, era dovuto alla mancata separazione delle due destinazioni in uscita, separazione che era facilissima da ottenere. E non sarebbe costata proprio nulla, lo spazio c’era. Si è continuato a permettere che l’utente scegliesse le porte con la fila più corta, e non le porte di destra per chi poi proseguiva a destra, separate dalle porte di sinistra, per chi doveva proseguire a sinistra. Così, oltre le porte era il caos, ovvio…

Ecco, così fanno le lobby, e ci troviamo a sperare nell’aumento dell’asfalto, ad odiare chi si batte per la vivibilità. Ha ragione il sindaco sindaco di Villa Lagarina, Romina Baroni. Fai una strada, e attrai la necessità di farne un’altra. E’ traffico di richiamo, un fenomeno ben noto. Siamo la regione al mondo con la maggiore percentuale di asfalto, inquinata molto ma molto di più di quanto ci dicono le centraline.

Alfredo Agostini – Ingegnere

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