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Consigli di Coldiretti per la spesa consapevole

Vicenza – “Conoscere i prodotti e la loro stagionalità è il primo passo per fare una spesa consapevole e spendere il giusto. Verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il frutto perfetto, perché piccoli problemi estetici non alternano le qualità organolettiche e nutrizionali”.

Sono i consigli di Coldiretti per ottimizzare la spesa e non rinunciare, nonostante i danni provocati dal maltempo, a cibi preziosi per il benessere in questa stagione per combattere le basse temperature e l’arrivo del picco influenzale.

“Gli effetti dell’ondata di freddo e neve si sentono sugli scaffali di negozi e supermercati – hanno spiegato il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola, ed il direttore, Roberto Palù -. Alcuni prodotti mancano e, per altri, si segnalano invece aumenti dei prezzi. Si tratta del risultato dei danni provocati dal maltempo che ha ridotto l’offerta di ortaggi per le gravi perdite di prodotto nei campi all’aperto e problemi anche in serra soprattutto nel centro-sud Italia, ma le difficoltà riguardano anche il resto dell’Europa e del bacino del Mediterraneo con conseguenti tensioni sui prezzi nel carrello della spesa”.

“Le basse temperature hanno ridotto i raccolti anche in Marocco, Egitto, Turchia, Olanda e Spagna, dove nella Murcia, che rifornisce tradizionalmente i mercati europei, sono stati distrutti almeno trecento ettari di carciofi, lattuga e broccoli. Gli effetti si fanno sentire sul carrello della spesa con la mancanza di prodotto sugli scaffali ed aumenti che nei mercati all’ingrosso variano fino al 20% per le zucchine al 30% per i carciofi, ma che riguardano anche cavolfiori, finocchi e lattughe, dall’inizio dell’anno”.

“Diversa – hanno concluso Cerantola e Palù – è la situazione per le produzioni frutticole, sia per quelle già raccolte, come mele, pere, kiwi, sia per quelle in fase di raccolta, come gli agrumi, con prezzi all’origine per i produttori davvero bassi: per clementine, ad esempio di parla di valori inferiori ai 20 centesimi al chilogrammo. In queste condizioni è necessario verificare che sulla pesante crisi che ha colpito gli agricoltori non si innestino pericolose speculazioni che colpiscono produttori e consumatori”.

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