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Cesare Battisti ai tempi di un processo all’organizzazione Proletari armati per il comunismo
Cesare Battisti ai tempi di un processo all’organizzazione Proletari armati per il comunismo

Ciambetti: “Arresto Battisti è un giorno importante”

Venezia – “Un giorno importante. La vera vittoria è l’affermazione del diritto sulla violenza terroristica. Ciò che ora attende Battisti non è una vendetta ma un atto di giustizia”. Con queste parole Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto commenta l’arresto di Cesare Battisti, ex terrorista italiano, del quale da dicembre si erano perse le tracce, catturato nella notte a Santa Cruz, in Bolivia.

“La storia di Cesare Battisti – ha proseguito Ciambetti – si intreccia con quella del Veneto a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia, il 16 febbraio del 1979, quando fu tra i protagonisti dell’assassinio di Lino Sabbadin, militante del Movimento sociale italiano, colpevole, agli occhi del commando dei Proletari armati per il comunismo, di essersi difeso nel corso di una rapina, sparando e uccidendo uno dei rapinatori”.

“Ora a Battisti spetta il ritorno in carcere per scontare la pena prevista. Non è una vittoria, perché dovrebbe essere la normalità il far scontare le pene a chi è giudicato colpevole, tuttavia il giorno è importante, perché dimostra che è sempre possibile rendere giustizia alle vittime: questa è la vera vittoria, l’affermazione della superiorità del Diritto rispetto alla violenza, alla brutalità, all’illegalità, al terrorismo”.

“Non dimentichiamo la rivendicazione dell’omicidio di Lino Sabbadin. Omicidio ideato e lucidamente portato a termine per manifestare la solidarietà del gruppo terroristico con la malavita la quale, come dissero i terroristi, «con le rapine porta avanti il bisogno di giusta riappropriazione del reddito e di rifiuto del lavoro».  Una tesi sconcertante soprattutto perché adottata per giustificare ideologicamente una vera e propria condanna a morte presa contro un cittadino colpevoledi legittima difesa come del suo essere missino”.

“Per anni ci siamo scontrati contro una potente lobby capace di garantire protezione e aiuti a Battisti: una lobby che non solo giustificava il terrorista ma si considerava al di sopra della legge e in grado di garantire impunità se non l’assoluzione anche dei più efferati delitti. E’ questa lobby ad essere stata sconfitta dalla forza del Diritto. I vari gradi di processo stabilirono che Battisti fu tra gli ideatori dell’omicidio oltre che tra gli esecutori dell’azione: ora non si tratta di avere quella pietà che egli non ebbe, ma di essere giusti. E’ giunta l’ora della giustizia, non della vendetta. E giustizia vuole che, esperiti da tempo tutti i gradi di esame e controesame dei processi, si aprano le porte del carcere e si chiudano per lui fino all’espiazione totale”.

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