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Un tratto ancora in costruzione della Pedemontana Veneta
Un tratto ancora in costruzione della superstrada Pedemontana Veneta

Pedemontana, ancora morte. Operaio folgorato

Mason Vicentino – Ancora una morte sul lavoro nella nostra provincia. E’ successo questa mattina, piuttosto presto, all’inizio del turno delle 7, in un cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta, nel territorio comunale di Mason Vicentino, dove un operaio di 37 anni, Gianfranco Caracciolo, residente in Veneto ma di origine calabrese, dipendente di una ditta appaltatrice, è morto folgorato mentre stava lavorando con un trapano. Sembra sia successo mentre l’uomo usava l’attrezzo su un macchinario, un escavatore.

Sulla dinamica e le cause della tragedia comunque cercherà di far luce l’indagine dello Spisal, subito giunto sul posto con i suoi tecnici. Presenti per i rilievi del caso anche le forze dell’ordine. E’ questa la seconda morte di un lavoratore impegnato nella costruzione della controversa opera pubblica, dopo quello capitato a Malo nell’aprile del 2016. L’area del cantiere è stata posta sotto sequestro e, naturalmente, si sono subito avute reazioni e commenti da parte sindacale e da esponenti della politica regionale.

Innanzitutto è stata sospesa l’attività su tutto in tutti il cantieri della Pedemontana ed è stato annunciato per domani un presidio dei sindacati. NEl pomeriggio invece, i consiglieri regionali della minoranza di centrosinistra Piero Ruzzante, di Liberi e Uguali, Patrizia Bartelle, di Italia in Comune, e Cristina Guarda, del gruppo Amp, hanno presentato una interrogazione per chiedere alla giunta veneta interventi urgenti in materia di sicurezza sul lavoro”

“Un altro tragico incidente nei cantieri della Pedemontana: operaio muore fulminato. La giunta regionale intende intervenire per porre freno alla strage in atto nei luoghi di lavoro del Veneto?” è l’oggetto dell’interrogazione, a risposta immediata dei consiglieri di opposizione che, esprimendo solidarietà e vicinanza ai familiari, agli amici e ai colleghi dell’operaio morto, ricordano che un infortunio sul lavoro non è mai una fatalità. “C’è bisogno – avvertono – di investire in prevenzione, a partire dalla Regione che ha tutte le competenze in materia di tutela e sicurezza del lavoro”.

“Zaia e la sua Giunta – ricordano Ruzzante, Bartelle e Guarda – si sono impegnati più volte a intervenire su questo fronte ma cos’hanno fatto finora per porre fine a quella che è una vera e propria strage? Sono stati 69 i caduti sul lavoro nella nostra regione nel corso del 2018: un morto ogni cinque giorni. L’anno scorso, Zaia ha sottoscritto con i sindacati e le parti datoriali il Piano strategico per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Era prevista l’assunzione di 30 nuovi tecnici della prevenzione negli Spisal, già a partire dal 2018, dove sono? Nessuno li ha visti”.

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