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Anche Vicenza manifesta pro Tav a Torino

Torino – C’era anche Vicenza, questa mattina, alla manifestazione a favore della Tav, organizzata a Torino. A rappresentare l’amministrazione comunale della nostra città c’era l’assessore alle infrastrutture Claudio Cicero, delegato dal sindaco Rucco. Era assieme a migliaia di persone, compresi molti politici ed amministratori pubblici, che nel capoluogo piemontese hanno chiesto al governo la realizzazione di quest’opera che resta comunque molto controversa, in un paese che avrebbe certamente bisogno di infrastrutture ben più necessarie, basti pensare ai trasporti locali usati da un esercito di pendolari.

“Eravamo tantissimi – ha commentato, comunque, l’assessore Cicero a margine della manifestazione – in rappresentanza di un’Italia che non solo vuole, ma che ha bisogno di questa infrastruttura. Siamo già in ritardo di decenni sul sistema della mobilità veloce e non c’è più tempo da perdere. Ce lo chiedono gli imprenditori e ce lo chiedono i cittadini: perdere questo treno significa essere fuori dall’Europa. Abbiamo sfilato sotto l’egida di una città che a gran voce e compatta chiede la realizzazione del sistema ferroviario ad alta velocità/alta capacità”.

“Stiamo facendo massa critica con le nostre associazioni di categoria – ha poi sottolineato il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, – e oggi abbiamo preso contatti con le province venete per un’azione condivisa. Come presidente di Provincia, ho già aperto un tavolo con i sindaci interessati al tracciato e a breve incontreremo i parlamentari vicentini per fare pressione sul governo. Il nostro messaggio è chiaro: Vicenza vuole questa infrastruttura, che considera strategica e non più rinviabile”.

Anche il consiglio regionale veneto, che il 2 ottobre scorso ha approvato la mozione che chiedeva il completamento dell’alta velocità, mantiene la sua posizione e considera l’opera necessaria. E’ il presidente dell’assise regionale, Roberto Ciambetti, ad intervenire oggi con una nota nella quale auspica che “l’analisi costi-benefici sulla Tav abbia tenuto conto anche dei costi eventuali da sostenere per la mancata realizzazione dell’opera, i rimborsi che dovremo versare a Francia e Unione Europea, le penali da pagare alle aziende nonché la ricomposizione ambientale e la chiusura dei trafori avviati”.

Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, dopo la manifestazione di Torino rammenta che “l’assemblea legislativa veneta approvò la mozione 385, con 32 voti a favore, 4 contrari e due astenuti, con la quale si chiede alla giunta di intervenire presso il governo affinché venga assicurato il completamento dei lavori della Tav. L’ampia maggioranza e il voto contrario limitato – spiega Ciambetti – credo dimostrino perfettamente il sentimento diffuso nella nostra Regione: il voto di ottobre dice bene come la maggioranza degli attori socio-economici, oltre che politici, siano convinti della necessità di quest’opera, chiesta e sostenuta dal mondo del lavoro, dalle organizzazioni sindacali come dalle associazioni imprenditoriali, oltre che dai partiti e da larga parte della società, in una unità di intenti che, per molti aspetti, è singolare”.

“Il Veneto è sottodimensionato per infrastrutture rispetto alle necessità di una imprenditorialità diffusa e fortemente orientata all’esportazione. Non dimentichiamo poi il ruolo della nostra terra, snodo dei percorsi est-ovest nonché punto strategico del collegamento tra Nord Europa e Mediterraneo. Possiamo privarci di una infrastruttura strategica sviluppata nel resto d’Europa? Le nostre autostrade sono sature e al limite del collasso e la rete ferroviario ordinaria non può sostenere ulteriori carichi e nuovi servizi di cui invece c’è bisogno”.

L’alta velocità – continua il presidente del consiglio regionale – per noi è una esigenza reale all’interno di un piano di sviluppo intermodale della mobilità che vede i suoi punti cardine negli aeroporti di Tessera, Treviso e Villafranca,  nei porti di Venezia e Chioggia, nell’ interporto di Padova e nel Quadrante Europa di Verona in una rete che poi si sviluppa nel territorio a toccare le eccellenze del policentrismo produttivo  che vedrà nella Pedemontana come nel completamento a  Nord della A31 altre due arterie vitali”.

“Lo sviluppo – conclude Ciambetti – passa per queste opere, Tav compresa e non ultima. Possiamo perdere la coincidenza con il treno del domani? Penso proprio di no e se si dovesse andare a votare in una sorta di Referendum nelle Regioni interessate da quest’opera credo che si bisserebbe il risultato della Mozione 385 votata dal Consiglio regionale del Veneto: 84,21 per cento a favore, 10,52 per cento contrari, 5,26 per cento astenuti.   E arrivati a quel punto non basterà di certo un ‘ci spiace per il disagio’ in classico stile Trenitalia a rimediare ai danni del tempo perduto”

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