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Vicenza, la cultura ai tempi della giunta Rucco

Da Raffaele Colombara, consigliere comunale di opposizione, a Vicenza, della lista “Quartieri al centro”, riceviamo e pubblichiamo

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Vicenza – La questione dello sfratto della raccolta di giocattoli Cavalli-Rosazza da Palazzo Chiericati è solo l’ultima. La mostra sulla pittura del Settecento veneto, la sua dislocazione e le polemiche sul flop di visitatori; l’utilizzo della Basilica e degli altri monumenti cittadini in generale, solo per rimanere a queste settimane: una serie di questioni che pongono qualche interrogativo sulla gestione complessiva della cultura da parte della nuova amministrazione, e soprattutto sulle prospettive future per la nostra città.

Lasciamo stare il peccato originale costituito dalla separazione dell’assessorato alla cultura da quello al turismo, che di colpo fa tornare Vicenza indietro di un decennio e dice della scarsa consapevolezza da parte di questa giunta del fatto che oggi cultura e turismo funzionano solo se vanno avanti di pari passo; perdipiù con un delegato alla cultura, il sindaco, gravato anche della delega alla sicurezza, presidente della Provincia e ad inizio mandato: alla faccia delle tante romesse agli imprenditori e commercianti della città, un’attenzione a tempo determinato.

Partiamo dalle questioni. Per partire dall’attualità, il buon sindaco Rucco e l’onorevole Zanettin, che ad un cittadino sembrano appartenere alla stessa parte politica, intanto si mettano d’accordo se mandare in Russia i giocattoli o tenerli a Vicenza. La questione non è di pura polemica politica, ma dice una volta di più come dalle parti della giunta Rucco sembra tutti siano autorizzati a dire quello che vogliono, il che potrebbe voler dire che nessuno comanda e scarseggiano le idee.

Parallela a questa è la questione della regolamentazione dell’uso degli spazi della Basilica palladiana prospettata dal primo cittadino qualche giorno fa. se è sicuramente condivisibile il rispetto che deve ispirare l’utilizzo della basilica, monumento nazionale, beh, lasciatelo dire, questo stride un po’ con quanto accaduto sotto l’egida di questa stessa giunta solo pochi mesi fa.

Soprattutto,  nascono timori per la valorizzazione e redditività dei monumenti. Uno dei punti forti della precedente amministrazione era stata la capacità di valorizzarli con mostre di grande richiamo e dalle forti ricadute sulla nuova identità turistica della città; e di far fruttare i monumenti: più eventi, più visitatori, più incassi da ingressi o da concessioni ai privati. Al 31 dicembre 2017, un anno fa, i biglietti staccati dai musei civici erano stati 327.925. Nel 2016 erano stati 240.207: un incremento dei visitatori del 36,5 per cento; nel complesso, si passa dai circa 200.000 del 2014 ai 328.000 del 2017. Significative pure le cifre degli introiti: nel 2017 1.256.718 di euro dai biglietti staccati nei musei, con un sostanziale raddoppio rispetto al 2014: nel 2014 623.256 euro; nel 2015, 911.846; nel 2016, 984.481.

Quello che si profila è invece un rallentamento o una riduzione delle possibilità di uso, con conseguenze su quanto difficoltosamente raggiunto negli scorsi anni e cioè un’immagine turistica internazionale della città e l’indotto ad essa collegato. Con il rischio che le maggiori limitazioni si traducano in minori utilizzi, quindi minori incassi e meno risorse e quindi più difficoltà a coprire i costi di personale che ormai sono largamente esternalizzati. In un circolo vizioso.

Analoghe considerazioni si possono estendere alla gestione della terrazza, vero volano nelle scorse stagioni per la riscoperta e fruizione della basilica anche da parte degli stessi vicentini, forte attrattore per tutto il centro città, aldilà degli eventi ospitati nel salone: ebbene, la predisposizione della gara per la sua gestione è in ritardo e sicuramente peserà lo smantellamento delle attrezzature già esistenti.

In attesa di dati sul 2018 (l’assordante assenza di quelli relativi alla mostra sul Settecento Veneto merita un capitolo a parte), la vera questione che sta dietro alle modalità di utilizzo dei monumenti è quale idea di programmazione culturale sulla Città l’Amministrazione Rucco abbia in mente per i prossimi anni e attraverso quali progetti  concreti intenda realizzarla. É questo infatti il discrimine lungo il quale si giocano anche i rapporti con la Sovrintendenza, altra questione nodale che le vicende di questi giorni hanno portato alla luce. Perché, o hai delle idee forti da proporre e sulle quali guadagnare la collaborazione delle Belle Arti in nome di un chiaro progetto culturale per la città; oppure, puoi scegliere di nascondere la pochezza delle proposte dietro prescrizioni e norme che ti vengono imposte. E finora di idee, peraltro neppure troppo forti, abbiamo sentito solo promesse e deboli echi.

Sul tema presento un’interrogazione, le cui domande sono:

  • Il Comune intende portare a termine la procedura di donazione della collezione di giocattoli Cavalli-Rosazza, attualmente allo stato di comodato d’uso gratuito, ottemperando il vincolo espositivo? Attraverso quale soluzione? Al riguardo, quali i tempi di sistemazione dell’ala ottocentesca del Chiericati?
  • Verso quale istituzione o museo russo sarebbe indirizzato l’annunciato prestito della collezione di giocattoli Cavalli-Rosazza? Quale la durata di tale prestito? A quali condizioni verrebbe concessa
  • Quando verrà pubblicato il bando per la gestione della Terrazza della Basilica Palladiana? Sarà legato alla predisposizione di un regolamento per l’utilizzo del monumento? Si tratterà come riportato dalla stampa di “vademecum” o di un “regolamento comunale ” vero e proprio?
  • È prevista la presentazione dei dati relativi a visitatori ed incassi dei monumenti comunali per l’anno 2018?

Raffaele Colombara – Consigliere comunale di Vicenza della Lista “Quartieri al Centro”

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