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Vicenza, il "caso Cicero" commentato da destra

Vicenza, il “caso Cicero” commentato da destra

Vicenza – Continua a far parlare la questione del presunto, o accennato, saluto romano dell’assessore alla mobilità del Comune di Vicenza, Claudio Cicero, ed in particolare stanno suscitando le ire della destra vicentina le parole di commento duffuse dal centro sociale Bocciodromo sulla vicenda. La prima ad intervenire in proposito è stata l’assessore regionale Elena Donazzan, tagliente nel suggerire ai giovani del centro sociale vicentino di “portare avanti le lancette del loro orologio e aggiornare il loro repertorio”.

Secondo la Donazzan quelli del Bocciodromo sarebbero “atteggiamenti da anni di piombo, inaccettabili ed antistorici” e rincara la dose avvertendo che secondo lei si è “di fronte ad una minaccia di morte, neppure velata, avanzata verso un assessore comunale da parte di un gestore di uno spazio pubblico. Mi auguro – conclude l’assessore regionale – che l’amministrazione comunale di Vicenza faccia subito una riflessione sull’opportunità che, persone che minacciano di morte un’assessore, possano continuare a gestire uno spazio pubblico”.

Da segnalare che sulla presa di posizione del Bocciodromo è intervenuto anche il circolo di Vicenza di Fratelli d’Italia. Sulla stessa lunghezza d’onda c’è anche Simona Siotto, capogruppo nel consiglio comunale di Vicenza della Lista Rucco Sindaco, che avverte dell’importanza che il Bocciodromo non faccia politica e che, al tempo stesso, Cicero si rimetta a fare squadra con la giunta e la maggioranza. Anche la Siotto è sicura che i giovani del centro sociale abbiano “minacciato di morte un rappresentante pubblico” e, secondo lei, su questo “dovrebbe indagare la Procura della Repubblica e fare una riflessione l’amministrazione comunale che al Bocciodromo concede uno spazio”.

“Sono queste – continua Siotto – le associazioni e le persone che meritano spazi e spazio? Personalmente ho i miei dubbi. La città ha carenza di spazi per associazioni culturali, per esposizioni di mostre, anche temporanee, di giovani talenti, per giovani imprenditori, per laboratori per bambini, per ritrovi aggregativi. Spazi che non ci sono perché occupati anche da questo tipo di persone che, evidentemente, si ritengono intoccabili”.

“L’assessore Cicero è stato sin troppo sugli scudi per un gesto che, se fosse stato vero ed intenzionale, sarebbe stato grave, ma sappiamo tutti che la foto apparsa è un fermo immagine di un filmato ben diverso. Del resto, lo stesso consigliere Pupillo ha, alla fine, ripiegato su di un accenno di saluto, evidentemente per non rimangiarsi tre giorni di polemiche sterili. Il gesto dei rappresentanti del Bocciodromo invece è intenzionale e tale voleva essere, e va condannato in ogni sede, compresa quella giudiziale”.

“Va colta, in ogni caso, l’opportunità di definire il perimetro delle diverse questioni che il caso Cicero sta sollevando. Esiste un tema tutto politico e riguarda lo stile istituzionale dell’assessore. La nostra lista civica è per sua natura un arcipelago di sensibilità e culture diverse che hanno aderito al programma amministrativo del sindaco, e in questo senso va assolutamente condiviso il messaggio netto di condanna ai fascisteggiamenti e alle goliardie. Niente battute sulla camicia nera, sui balconi o sul saluto romano. Un amministratore pubblico, nel momento in cui riceve l’investitura, si deve impegnare a mantenere un profilo istituzionale di valore ed evitare le battute da bar sport”.

“Premesso questo – conclude la capogruppo – , non ci interessa aderire alla polemica, e il tema del Bocciodromo da ridefinire nell’uso, nella concessione e negli obiettivi, è nella nostra agenda con il progetto di aprirne l’utilizzo alle associazioni della città, in una logica di libero accesso che assicuri il divieto di rendite di posizioni o compensi elettorali come è stato nel recente passato. Chi pensa di utilizzare spazi pubblici per organizzare il dissenso contro l’amministrazione è meglio che si prepari a cercarsi spazi privati. All’assessore Cicero vogliamo solo ricordare che fa parte di una squadra e che con quella squadra dovrà esprimere la nostra visione della città, che non sempre magari corrisponde alla sua. Evitare il confronto non aiuterà nessuno. E in una squadra si vince o si perde tutti assieme, i solisti non vincono le elezioni”.

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