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Presto l’autonomia. L’annuncio del governo

Venezia – “Mai regalo di Natale più bello i Veneti avrebbero potuto trovare sotto l’albero. E’ anche per me sarà probabilmente il Natale più bello della mia vita. Finalmente quella che qualcuno definiva un’utopia, una folle idea, una cosa irrealizzabile sta diventando realtà”. Lo dice il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commentando l’annuncio del Presidente, Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei Ministri sul percorso per arrivare alla bozza di intesa sull’autonomia differenziata in base all’articolo 116 della Costituzione.

“Per la prima vola nella storia della Repubblica – sottolinea Zaia – entra nel Consiglio dei Ministri il progetto per l’autonomia del Veneto, viene analizzato e addirittura viene annunciata dal premier, dal vicepremier Salvini e dal ministro degli affari regionali Stefani una road map per l’intesa sull’autonomia da qui al 15 febbraio, indicata come data ultima per la firma. E’ una giornata stupenda, sorridente”.

“Ringrazio il Presidente del Consiglio, tutti i ministri della coalizione per questo ulteriore slancio nei confronti del popolo veneto. C’è davvero da giubilare – aggiunge il presidente veneto – pensando che da qui ai prossimi due mesi la partita sarà chiusa e l’autonomia sarà realtà. Ciò su cui tanti hanno chiacchierato, discusso diventerà nelle nostre mani una certezza di buone pratiche amministrative e di autodeterminazione delle scelte dei cittadini. A questo punto siamo pronti al confronto, abbiamo già un progetto definito, discusso col ministro Stefani. Siamo pronti ad assumerci ogni responsabilità perché, come non mi sono mai stancato di dire in tanti anni, autonomia significa precisa assunzione di responsabilità, fatte salve la solidarietà e la sussidiarietà nazionali”.

“Il percorso avviato da questo governo – conclude Zaia – consente ad un esecutivo che ha soltanto sei mesi di vita di scrivere già una vera epocale pagina di storia per aver abbandonato l’idea borbonica di Stato centralista e aver scelto la modernità di uno Stato federalista. Trovano finalmente compiuta realizzazione le parole e gli atti dei padri costituenti che nel ’48 scrissero la Carta fondamentale della Repubblica, con parole autenticamente federaliste, che furono poi sbugiardati e travisati dai successori. Col risultato che lo Stato centralista non è riuscito a produrre altro che mala gestio, cattive pratiche, sprechi. Si apre un percorso verso la virtuosità. Mi ripeto con le parole di Einaudi che mi sono care: ad ognuno sia data l’autonomia che gli spetta. Un sogno finalmente si realizza”.

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