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Uil Vicenza: “Legge di bilancio tutta da rifare”

Da Grazia Chisin, segretaria generale provinciale della Uil, riceviamo e pubblichiamo

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Vicenza – La Uil di Vicenza valuta la Legge di bilancio sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale. Il 10 di dicembre, durante l’incontro con il presidente del Consiglio Conte, abbiamo illustrato le proposte  contenute nella piattaforma di Cgil, Cisl e Uil, che mettevano al centro molti temi: sviluppo, crescita, occupazione, riforma fiscale e svolta all’evasione, investimenti per il Mezzogiorno, rivisitazione degli ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro, rivisitazione della legge Fornero mantenendo l’ape social, i lavori gravosi, garantire la reintroduzione di una piena flessibilità di uscita per età intorno ai 62 anni. Inoltre, occorre comunque garantire la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi.

Bisogna, poi, valorizzare ai fini previdenziali il lavoro di cura delle donne e la maternità, prevedere meccanismi che tutelino le future pensioni dei giovani, prorogare opzione donna e completare la salvaguardia degli esodati, sviluppare le politiche sociali rispetto anche alle nuove povertà, investire sulla pubblica amministrazione, sulla sanità, l’istruzione, la ricerca.

Oggi registriamo che nel testo approvato non c’è il minimo sforzo per intercettare le urgenti e profonde necessità espresse dai territori, dal lavoro, dalle categorie economiche e dai  più deboli. Di fronte alle enormi difficoltà dei lavoratori, dei pensionati, dei disoccupati, dei giovani, si risponde con la logica assurda e incoerente delle spese correnti e dei tagli al capitale produttivo.

Le risorse per gli investimenti  sono, ancora una volta, drasticamente ridotte, bloccando così gli interventi in infrastrutture materiali e sociali, a partire da sanità e istruzione, necessaria leva per la creazione di lavoro, la crescita e la coesione sociale territoriale.

Ancora una volta si colpiscono i pensionati, tagliando l’adeguamento all’inflazione per le pensioni sopra i 1522 euro lordi al mese. Questo taglio penalizza circa 400 mila pensionati veneti. Oggi, 28 dicembre, prima mobilitazione unitaria della categoria dei pensionati a Venezia davanti al palazzo della Prefettura, e si calcola che il mancato adeguamento delle pensioni pesi, a livello nazionale, per l’anno 2019/2021, per circa 2.5 miliardi di euro.

In questo modo sono ancora i pensionati a pagare il prezzo più alto della manovra, con una scelta profondamente ingiusta. Così come è stato disatteso l’accordo firmato con le organizzazioni sindacali nel 2016, che prevedeva di non ricorrere più a meccanismi di perequazione peggiorativi. Si bloccano le assunzioni nella pubblica amministrazione, per il rinnovo dei contratti pubblici. Nessuna risposta sugli ammortizzatori, e neppure sul versante fiscale, per lavoratori e pensionati, e invece si sceglie di introdurre la flat tax e nuovi condoni.

Una legge di bilancio che colloca sulle spalle degli italiani, per il 2020 e 2021, un debito di oltre 50 miliardi in virtù delle clausole di salvaguardia, vincolando così anche per il futuro qualunque spazio per interventi espansivi che facciano ripartire il Paese. La Uil, con Cgil e Cisl, condanna questa scelta politica economica, e sicuramente a gennaio inizieremo una stagione di mobilitazione e di lotta nei territori, per poi organizzare una grande manifestazione nazionale.

Grazia Chisin – Segretaria Uil di Vicenza

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