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Tribunale a Bassano, il ministro gela le speranze

Bassano del Grappa – “Tante promesse e zero fatti, il Tribunale di Bassano non aprirà. Le parole del ministro Bonafede chiudono ogni spiraglio. Cosa ha intenzione di fare Zaia che, poco dopo la sua rielezione, aveva dichiarato che se non si fosse mossa Roma, la Regione avrebbe fatto da sé?” Così la consigliera regionale del Partito Democratico Alessandra Moretti, commentando quanto dichiarato dal ministro a proposito dei tribunali soppresso, tra i quali quindi anche quello du bBassano, che dunque non ritornerà ad esistere.

Alfonso Bonafede
Alfonso Bonafede

Bonafede ha ipotizzato infatti solo la  creazione di uffici di prossimità, ma a Bassano esiste già un simile ufficio mentre, ricorda la consigliere dem, il Tribunale della Pedemontana è una necessità oggettiva del territorio. “Ben 60 sindaci – aggiunge Moretti, che presenterà anche un’interrogazione a risposta immediata in consiglio regionale – si erano espressi a favore e Zaia aveva annunciato battaglia contro il centralismo romano che bloccava tutto. Adesso, passate le elezioni, svaniscono anche le promesse di Lega e 5 Stelle. Il Governo amico sotto l’albero ha fatto trovare l’ennesimo pacco. Non sarà anche questo colpa della mancata autonomia?”.

Anche il sindaco di Bassano, Riccardo Poletto, è intervenuto oggi per commentare le parole del ministro Bonafede, che sono “in netto contrasto – ha evidenziato Poletto – con quanto affermato dai nostri parlamentari locali, che hanno votato la fiducia a questo governo. Qui non si tratta solo di Bassano, ma di tutta l’area pedemontana e di tutto il Veneto. Gli sportelli di prossimità sono altra cosa, e noi serve un ottavo tribunale del Veneto, collocato al centro dell’area più dinamica e più produttiva, come abbiamo dimostrato con montagne di dati e montagne di adesioni formali di tutti i segmenti delle istituzioni, della società civile e del mondo imprenditoriale”.

“Ci attendiamo quindi – ha concluso il sindaco – una presa di posizione chiara da parte dei parlamentari di questo territorio e da parte del ministro Erika Stefani, che da anni ha condiviso questa battaglia, per capire dove sta il potere decisionale a Roma e se i nostri rappresentanti eletti contano qualcosa nei rapporti tra le forze politiche che sostengono il governo. Vogliamo sapere se le dichiarazioni del ministro Bonafede rappresentano la direzione politica della maggioranza in Parlamento”.

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