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Don Luca Favarin in Senegal (Foto tratta dal suo profilo Facebook)
Don Luca Favarin in Senegal (Foto tratta dal suo profilo Facebook)

Poveri e cristianesimo, un prete invita a riflettere

Padova – “Quest’anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni. Non farlo per rispetto del Vangelo e dei suoi valori, non farlo per rispetto dei poveri”. E’ quanto scrive in un post sulla sua pagina Facebook un sacerdote padovano, don Luca Favarin, volendo evidentemente lanciare una provocazione e far riflettere i cristiani sul significato del Vangelo, sul messaggio di solidarietà, fratellanza, attenzione verso i più poveri che è alla base del cristianesimo. Un cristianesimo che, in tanti che si dicono cristiani, è svuotato dei suoi contenuti.

Naturalmente è stato il clima di questi giorni, con il decreto sulla sicurezza varato dal governo, e le nuove norme per l’accoglienza, a spingere il religioso a lanciare questo coraggioso sasso nello stagno, vedendo l’urgenza di far qualcosa affinché gli italiani aprano gli occhi e non si facciano più strumentalizzare a fini esclusivamente elettorali, smettano insomma di seguire i pifferai magici che danno tutta la colpa agli immigrati solo perché non si guardi nei posti dove sono davvero le colpe. Affinché gli italiani incomincino quindi a pensare con la loro testa, e ritrovino un po’ di quella umanità che sembrano aver perduto…

Come sempre avviene in questi casi, anche stavolta la provocazione è andata a segno e la tragica vetrina dei social, ed in particolare di Facebook, dove va in scena volentieri la peggiore umanità, si è subito scagliata, con tutta la superficialità del caso, contro il religioso, accusato di andare contro i dettami della chiesa. Come al solito alcuni commenti sono anche sopra le righe…

Anche alcuni esponenti politici, tutti della destra, si sono scagliati contro il prete padovano, come l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan, del cui intervento diamo conto in altra pagina, o la deputata vicentina di Fratelli d’Italia Maria Cristina Caretta, che invita don Favarin a fare un giro tra tra i suoi parrocchiani e scoprire “che questi terribili peccatori che non meritano il presepe, sono gente normale, credenti, cittadini stremati dalla crisi e dall’insicurezza derivante da politiche immigratorie indiscriminate”.

“Nessuno vieta a Don Favarin – continua la parlamentare – di prendersi cura degli immigrati, ci mancherebbe, ma almeno ci risparmi la predica ai poveri cristiani italiani, suoi concittadini, che ogni giorno si sentono abbandonati da certi politici chiacchieroni e ora anche da certi pulpiti, pochi per fortuna, che dei propri fedeli si ricordano solo per rimproverarne una mancanza di coerenza che vede solo lui. A questo parroco, troppo impegnato con le sue onlus per aver tempo da dedicare ai suoi fedeli, rispondiamo che, anche quest’anno, addobberemo l’albero, faremo il presepe e chiederemo a Dio perdono per i nostri peccati, e magari un po’ di sicurezza per noi e per le nostre famiglie”.

F.O.

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