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Natale secondo tradizione nella scelta dei vicentini

Vicenza – E’ in media di 90 euro a famiglia il budget che si sono concessi i vicentini per imbandire le tavole del Natale, che nove famiglie su dieci hanno trascorso a casa propria o con parenti o amici. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti e Ixe’, dalla quale si evidenzia un modesto calo della spesa rispetto allo scorso anno. Sono tornate infatti le grandi tavolate in famiglia, soprattutto tra  parenti ed amici, ma c’è anche un 10% che ha consumato il pranzo natalizio in coppia o da solo.

Per la preparazione casalinga del pasto principale del Natale è stato stimato un tempo medio di 3,6 ore, con uno storico ritorno al fai da te, che non si registrava da oltre cinquant’anni. Un ritorno al passato determinato, però, da motivazioni diverse, con i vicentini, soprattutto giovani, che si gratificano ai fornelli, e la cucina ed il buon cibo che si affermano tra le nuove generazioni come primarie attività di svago, relax ed affermazione personale.

“Lo show cooking per gli amici si afferma – hanno commentato il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù – come appuntamento dei momenti di festa e spinge anche verso una scelta attenta degli ingredienti, con una tendenza elevata alla ricerca di materie prime fresche e genuine, direttamente dai produttori, per assecondare la crescente voglia di conoscenza sulle caratteristiche del prodotto e sui metodi per ottenerlo”.

Lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per quasi nove consumatori su dieci (87%), mentre il panettone con il 73% batte di misura nelle preferenze il pandoro fermo al 67%. Ma le tavole si sono arricchite soprattutto dei prodotti regionali tipici della ricorrenza, con antipasto di salumi vari (soppressa e salsiccia luganega), tra i primi brodo di cappone, risotto al radicchio, gnocchi al sugo d’anatra. Come secondi, polenta e baccalà alla vicentina, lesso di manzo al cren con contorno di purè di patate. Tra i dolci pandoro o panettone, la mostarda con il mascarpone, il mandorlato di Cologna Veneta. E per innaffiare il tutto i vini locali.

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