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Migranti, PrimaNoi: “Chiesa non entri a gamba tesa”

Vicenza – Tra preti che nelle loro prediche esprimono giudizi perentori contro il Decreto sicurezza, altri che annunciano di chiudere la chiesa a Natale o di non fare il presepe in aperta polemica con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il tutto seguito dalle parole del capo della Chiesa cattolica con le quali si esprime elogiando il Global Compact for Migration, arrivando a definire Gesù un profugo, siamo al cospetto dell’ennesima entrata in gamba tesa del potere clericale nell’agone politico italiano.

Non è che sia una novità, però ci pare che si stia superando il limite della tollerabilità. Proprio per la posizione che i parroci rivestono nelle comunità, riteniamo che dai loro pulpiti dovrebbero essere più cauti nell’esprimere giudizi così perentori nei confronti di provvedimenti che hanno l’obiettivo di ristabilire un pò di ordine, dopo che per anni, sull’immigrazione, l’Italia è stata vittima di scelte di natura ideologica.

Nessuno sarà cacciato dalle strutture di seconda accoglienza se l’immigrato avrà i titoli di ricevere la protezione, secondo le regole del diritto internazionale. Per tutti gli altri, in Italia, non v’è più posto, come accade del resto in qualsiasi altro Stato del mondo. L’accoglienza sbandierata in questi anni dalla Chiesa, e dalle forze di sinistra colluse con chi ha fatto affari con i migranti, ha prodotto solo povertà e un incremento delle tensioni sociali e di ordine pubblico, in molte aree urbane delle città italiane.

Un legislatore serio non può prescindere dalla nuda e cruda realtà di un contesto socioeconomico italiano saturo, quindi impossibilitato a dare soddisfazione ai bisogni dei migranti economi giunti in Italia attraverso canali illegali controllati da organizzazioni criminali.  Il Decreto sicurezza è un passaggio essenziale per porre un freno alla deportazione di nuovi schiavi che forse qualcuno ha l’interesse di mettere in concorrenza con i disoccupati e i lavoratori precari italiani, offrendo nel contempo, alle organizzazioni criminali come la mafia nigeriana, nuove pedine da impiegare nella rete dei propri traffici illeciti.

Alex Cioni – Portavoce del Comitato di cittadini PrimaNoi

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