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Alessandro Moccia
Alessandro Moccia

Mendelssohn e Šostakovič nel concerto della Oto

Vicenza – Secondo concerto, lunedì 17 dicembre, alle 20.45, della stagione sinfonica dell’Orchestra del Teatro Olimpico. Sul palco del Teatro Comunale di Vicenza, Alexander Lonquich dirigerà la Oto riprendendo il leitmotiv che aveva caratterizzato il concerto inaugurale del 19 novembre, ovvero le ouverture d’opera e operetta del mondo musicale tedesco. Stavolta lo farà proponendo due autori che in qualche modo hanno aperto la strada da una parte a Wagner e dall’altra a Strauss figlio: si tratta di Carl Maria von Weber e Franz von Suppé.

Del primo, il più importante operista tedesco prima di Wagner, la Oto eseguirà l’ouverture dall’opera “Euryanthe”, mentre di von Suppé sarà proposta la celebre ouverture dalla “Cavalleria leggera”, operetta che risale al 1866. Fra un’ouverture e l’altra il programma di lunedì presenta due capolavori di Mendelssohn e Šostakovič che costituiscono il clou della serata. Di Mendelssohn sarà eseguito il “doppio” Concerto in Re minore per violino pianoforte e orchestra, con la partecipazione solistica del violinista Alessandro Moccia e Alexander Lonquich impegnato nel duplice ruolo di direttore e pianista.

Composto nel 1823 quando l’autore aveva appena 14 anni, il Concerto in Re minore era stato probabilmente concepito per uno di quegli incontri musicali che i Mendelssohn erano soliti organizzare nel loro palazzo berlinese e ai quali partecipavano musicisti, personaggi della cultura e notabili della città. Forse proprio per questo l’organico della versione originale era limitato ai soli archi. Poco tempo dopo, tuttavia, Felix Mendelssohn revisionò il lavoro, aggiungendovi fiati e timpani. Questa versione, che per anni si ritenne perduta e che la Oto presenta al pubblico del Comunale, fu scoperta solo nel Novecento, fra le carte dell’autore rinvenute alla Biblioteca di Berlino.

Al pari di Mendelssohn, anche Dmitrij Šostakovič fu un bambino prodigio, tanto che quando fece il suo ingresso al conservatorio di Leningrado il corpo docente pensò di trovarsi di fronte ad un novello Mozart. Autore di ben 15 sinfonie, Šostakovič compose la Nona nell’estate del 1945 come ultimo capitolo di un trittico sinfonico che avrebbe dovuto celebrare la vittoria del popolo sovietico contro il nazismo. Personaggio ironico e che andava spesso controcorrente, cosa che gli causò non pochi guai con il regime, Šostakovič compose questa “piccola” Sinfonia in Mi bemolle maggiore utilizzando un linguaggio musicale leggero e a tratti sardonico in luogo dei toni trionfalistici che tutti si aspettavano da un’opera che doveva invece celebrare in pompa magna una grande vittoria.

Nel concerto di Mendelssohn Alexander Lonquich dialogherà al pianoforte con il violinista sardo Alessandro Moccia. Nato a Cagliari e formatosi al Conservatorio di Milano, dopo il perfezionamento con Salvatore Accardo, Pavel Vernikov e Zina Gilels Moccia ha intrapreso una brillante carriera musicale che lo ha portato a suonare prevalentemente fuori dall’Italia. Cultore della prassi esecutiva, Alessandro Moccia ha sempre svolto un’attività parallela tra il violino moderno e lo strumento antico. Questo gli ha permesso di suonare in compagnia dei più grandi specialisti del settore. Prima del concerto, alle 20, nel foyer del Teatro Comunale, Lonquich incontrerà il pubblico per una guida all’ascolto.

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