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Frena la ripresa dell’economia vicentina

Vicenza – Il terzo trimestre del 2018 ha fatto registrare un calo nella crescita dell’economia vicentina. Per quanto riguarda produzione ed export nei paesi extraeuropei i dati sono i peggiori dal 2015. E’ quanto emerge da una indagine congiunturale di Confindustria Vicenza.

“Poco prima della nostra assemblea generale di settembre – ha approfondito il presidente di Confindustria Vicenza, Luciano Vescovi – il nostro Centro Studi aveva rilevato come il cosiddetto sentiment degli imprenditori fosse nettamente peggiorato. E quando gli imprenditori vicentini sentono nell’aria che le cose stanno cambiando, sono purtroppo facili profeti”.

“Le questioni che stanno incidendo sulla nostra crescita sono essenzialmente due. Stiamo assistendo ad una fase del ciclo economico mondiale che penalizza il mercato libero a tutte le latitudini tra dazi, sanzioni, chiusure di confini e incertezza geopolitica, dalla Brexit agli Usa, dalla Germania che rallenta fino alle recenti tensioni Russia-Ucraina. Noi siamo la prima provincia per export pro-capite e quindi tutto questo ha grande rilevanza”.

“Anche negli anni scorsi l’incertezza era un fattore, anche se non così pesante; solo che a questo si aggiunge anche un clima interno che sta spingendo le imprese a pensarci due, tre, quattro volte prima di fare un investimento. Un Governo che vede le imprese come una scocciatura, i progetti sulle infrastrutture che sono continuamente messi in discussione, un mercato del lavoro reso ancora più rigido dallo sciagurato decreto dignità, una formazione sul 4.0 e un’alternanza scuola lavoro depotenziate e la volontà di far debiti per misure assistenziali anziché per investimenti pongono tanti, troppi dubbi sul futuro. E i risultati di questo combinato disposto, purtroppo, si vedono”.

L’indagine mette in luce una crescita dello 0,86% della produzione industriale rispetto allo stesso trimestre del 2017 (che fece segnare un +3,91%). Una frenata non indifferente se si pensa che i precedenti due trimestri del 2018 facevano segnare +3,16% e +4,28% e che per trovare un ritmo di crescita più basso di questo si deve tornare al primo trimestre 2015. Per quanto riguarda, poi, il mercato interno, le vendite si fermano al +0,77%, contro un +3,52% dello stesso periodo dello scorso anno (+3,05% lo scorso trimestre). Tengono meglio le vendite sui mercati dell’Unione Europea che segnano un +1,76%, ma che sfigurano rispetto al +4,99% dello stesso periodo del 2017 e del +4,97% del secondo trimestre 2018.

Il mercato extra Ue fa segnare un dato negativo: -0,66%. Nei precedenti 34 trimestri (cioè dal 2010), solo due volte (primo e ultimo trimestre del 2015) si sono registrati cali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una frenata ancora più impressionante se si fa il confronto con lo stesso trimestre del 2017 che faceva segnare un +6,47%.

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