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La nazionale italiana di calcio del 1938
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Caso Cicero, la solidarietà di Forza Nuova

Vicenza – Era “romano” il saluto rivolto ai suoi sostenitori dall’assessore Cicero o si trattava di un semplice cenno bonario di simpatia? Se si dovesse giudicare in base ai commenti e alle prese di posizioni che ha sollevato, quel gesto non parrebbe troppo innocente, o quantomeno si avrebbe l’impressione che dovesse certamente essere evitato. Non solo il mondo politico vicentino di centrosinistra è insorto infatti, ma anche il sindaco Francesco Rucco, di centrodestra, è intervenuto stizzito e prendendo le distanze dal suo assessore, e parole di biasimo sono arrivate anche da Forza Italia.

A difendere Cicero invece, soprattutto negando che quel quel braccio fosse stato romanamente teso (innegabile invece la camicia nera), abbiamo visto Fratelli d’Italia, Mis, l’assessore regionale Elena Donazzan e, soprattutto, la destra estrema, come oggi fa ad esempio Forza Nuova Vicenza, che parla di “strumentalizzazioni innescate dallo pseudo saluto fascista dell’assessore Cicero”.

“Cogliamo l’occasione per esprimere la nostra vicinanza all’assessore Cicero – scrive in una nota Daniele Beschin, segretario provinciale di Forza Nuova -, vittima in queste ore di un attacco insensato, da parte di alcune forze politiche e non solo. Le palesi strumentalizzazioni innescate dalla sinistra vicentina, dimostrano, da un lato la vigliaccheria di alcuni suoi esponenti, dall’altro la pochezza di contenuti politici e sociali delle forze di opposizione all’attuale maggioranza”.

“Esprimiamo – prosegue Beschin – la nostra incondizionata solidarietà all’assessore Cicero, che in più circostanze, proprio per il suo ruolo e per la sua competenza, ha avuto apprezzamenti anche da autorevoli persone di sinistra. La cosa che lascia perplessi è come il centrodestra vicentino faccia finta di cadere dalle nuvole circa le attività del Bocciodromo, dopo che per anni gli stessi esponenti dell’attuale maggioranza ne chiedevano la chiusura tramite la revoca della concessione. Revoca della concessione che lo stesso Rucco ha sottoscritto nel programma elettorale e che ora necessiterebbe non tanto di verifiche, slogan o comunicati, ma di una semplice firma del primo cittadino di Vicenza”.

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