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La mappa dell’inquinamento da Pfas in Veneto
La mappa dell’inquinamento da Pfas in Veneto

Guarda (Amp): “Solo briciole per l’emergenza Pfas”

Venezia – “Anche quest’anno Zaia e i suoi dispensano briciole alla più grave emergenza ambientale del Veneto, vale a dire l’inquinamento dell’acqua da sostanze perfluoro alchiliche”. Con queste parole la consigliera regionale Cristina Guarda (Amp) ha commentato il modesto stanziamento nel bilancio regionale di fondi destinati alle bonifiche nel Veneto e, di conseguenza, alla zona interessata da inquinamento da Pfas.

Guarda aveva presentato, assieme al collega Andrea Zanoni (Partito democratico), un emendamento al Collegato alla legge di stabilità regionale 2019, che prevedeva il finanziamento di 3 milioni di euro per effettuare degli interventi di bonifica nell’area dove sorge lo stabilimento di Trissino dell’azienda Miteni. “Alla fine – ha però evidenziato – dei finanziamenti che avrebbero consentito di intervenire strutturalmente contro le contaminazioni da Pfas in Veneto, la Giunta e la maggioranza metteranno a bilancio la miseria di 1 milione di euro. Di fatto una presa per i fondelli”.

“Dopo il fallimento dell’azienda Miteni – ha proseguito Guarda – è evidente l’impossibilità di esigere dall’azienda l’esborso per effettuare le bonifiche. Bisogna dunque intervenire perseguendo la strada dell’intervento pubblico. A maggior ragione dopo che, a nostro parere, la Regione, assieme ad altri soggetti che dovevano avere un ruolo attivo, ha dedicato una scarsa attenzione alle verifiche che andavano fatte sul sito Miteni”.

Un atteggiamento preconcetto, secondo la consigliera regionale, quello tenuto dalla maggioranza di governo regionale. “Sono anni – ha poi concluso Guarda – che vengono proposti e richiesti da parte dell’opposizione finanziamenti cospicui per garantire una tutela sanitaria alle popolazioni che vivono soprattutto nella zona contaminata. Ma la risposta è sempre un no. I soldi, le briciole, vengono stanziati solo quando c’è la possibilità di un ritorno mediatico. Possiamo definirli «interventi spot», che in concreto non servono a niente”.

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