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“Autonomia, telenovela che non ha più ascolti”

Roma – Questa telenovela sull’autonomia ormai non ha più ascolti. Si trascina senza una fine. La responsabilità maggiore, è necessario sottolinearlo, è da attribuire alla Lega. Sì, perché occorre ricordare che la Bicamerale per l’autonomia, commissione fondamentale all’interno della quale deve essere discussa qualsiasi proposta di accordo con le Regioni richiedenti, non esiste ancora. Dall’inizio della legislatura non è ancora stata varata. Convocata e sconvocata più volte, manca l’accordo sulla presidenza.

Daniela Sbrollini
Daniela Sbrollini

I governatori Fontana e Zaia, disarmati da Salvini, speravano di ottenere l’autonomia entro ottobre. Il confronto con un governo amico prometteva tempi rapidi. Invece siamo arrivati a Natale per ascoltare le minacce di crisi del sottosegretario Giorgetti. In fondo il referendum in Veneto e Lombardia è stato votato da tanti elettori anche del Pd ma rimane “la battaglia storica della Lega”. Invece per ora è stata discussa solo una bozza e promessa una firma con le regioni entro il 15 di febbraio.

E’ vero che le maggiori resistenze provengono dai ministeri a guida grillina. Il nodo è ovviamente quello delle risorse. Se dai alle Regioni, togli sicuramente ai Ministeri. Se dai al Nord tagli probabilmente al Sud. Per il primo momento si dovrebbero garantire i costi storici. La definizione dei costi standard e dei livelli essenziali di prestazione verrebbe realizzata in un quinquennio. Inoltre non tornerebbero i conti sui residui fiscali che Lombardia, Veneto ed Emilia hanno dichiarato.

Un passo lento verso l’autonomia, lentissimo. Praticamente una frenata. Tanto per capirci, della compartecipazione al gettito dei tributi erariali non si parla più. L’intessa firmata il 28 febbraio scorso tra Maroni, Zaia, Bonaccini e Gentiloni prevedeva anche questo importante tassello. Oggi ci troviamo al paradosso che un governo amico rischia di mandare all’aria l’intesa raggiunta con l’esecutivo guidato dall’odiato Pd.

Una vera presa in giro a spese del contribuente. Serve ricordare i 14 milioni gettati del Veneto per fare una consultazione inutile? Inutile, visti che per ottenere praticamente lo stesso risultato l’Emila Romagna non ha speso un cent. Meglio sarebbe stato utilizzarli per i servizi agli anziani nella sanità. Poi una continua campagna elettorale taroccata, visto che si sa e si sapeva che ai Cinque Stelle l’autonomia non piace. Nel famoso “contratto” avrebbero dovuto chiarirlo bene.

Piuttosto sono sempre più convinta che anche a Salvini stia scomodo. Ma a Salvini la fantasia non manca, la disinvoltura pure. Ormai è convinto che per vincere ha bisogno anche dei voti del Sud. E questo lo induce a sacrificare l’autonomia chiesta dal Nord. Nel giochino solito, non potendo più utilizzare il bersaglio del P,d ora usa i Cinque Stelle, poi toccherà ai burocrati, poi chissà. Intanto, come dicevo, è una presa in giro per chi ha votato al referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto”.

Senatrice Daniela Sbrollini

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