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Un medico non rimpiazzato è un po' di sicurezza che se ne va

Approvato il nuovo Piano socio sanitario del Veneto

Venezia – Il consiglio regionale del Veneto ha approvato il nuovo piano sociosanitario regionale, che contiene le linee guida per la programmazione sanitaria e sociale del prossimo quadriennio. Tra le particolarità di questa approvazione e delle sedute che l’hanno scandita, c’è l’assenza di quello che è stato fino ad ora l’assessore veneto alla sanità, ovvero Luca Coletto, che proprio nei giorni scorsi si è trasferito a Roma, entrando a far parte del governo come sottosegretario del Ministero della salute.

Manuela Lanzarin
Manuela Lanzarin

C’è dunque aperta in Regione la questione dell’assessorato rimasto vacante, ed il cui interim è stato assunto per ora dal presidente Luca Zaia. Tra i nomi che si fanno per rilevare il testimone da Coletto c’è quello dell’attuale assessore al sociale Manuela Lanzarin, che si vedrebbe aggiungere così la delega alla sanità. Comunque direttamente interessata al piano sociosanitario appena varato, Lanzarin ha ricordato che “se il precedente piano era focalizzato sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, il nuovo atto di programmazione pone l’accento sulla continuità assistenziale nel territorio e sulla capacità del sistema di farsi carico della cronicità e della non autosufficienza”.

“Conferma inoltre – ha aggiunto l’assessore – la rete dei presidi ospedalieri hub e spoke e il suo dimensionamento (3 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti, 0,5 posti letto/1000 per le riabilitazione, 0,6 posti letto/1000 per le strutture intermedie e 0,2 posti letto/1000 per le cure ai pazienti provenienti da altre regioni), e nel contempo ribadisce la centralità del distretto sociosanitario come fulcro del legame tra ospedale e territorio e cuore della programmazione assistenziale, con la regìa del comitato dei sindaci e lo strumento del piano di zona, che dovrà essere il ‘piano regolatore’ dei servizi sociali e sociosanitari di ogni territorio”.

“Lo scenario in cui è stato impostato e definito il nuovo piano – continua – è quello del progressivo invecchiamento della popolazione e della necessità di rafforzare le risposte sanitarie e sociali per i pazienti cronici e la non autosufficienza. Su questo fronte il nuovo Pssr  prospetta soluzioni e nuovi modelli. Da un lato, team multiprofessionali per gestire i casi di cronicità complessa, cioè i pazienti  con pluripatologie non reversibili, e dall’altro forme di aggregazione tra medici di base per curare i pazienti cronici meno complessi, valorizzando così la libera scelta e l’autonomia delle persone. Le forme di aggregazione potranno prevedere medici convenzionati, medici dipendenti dal servizio sanitario nazionale oppure l’affidamento del bacino territoriale ad un soggetto privato accreditato”.

“Quanto alle medicine di gruppo – prosegue Lanzarin – non è previsto alcuno smantellamento. Non si chiameranno più ‘integrate’, per evitare i rilievi mossi dalla Corte dei conti e dal Ministero del tesoro, ma continueranno ad operare, a garanzia della continuità assistenziale. La giunta è già al lavoro per confermare quelle esistenti, con nuovi atti deliberativi, e per definire nuovi criteri e parametri per istituirne di nuove. Quindi, il piano, che ora è legge, rafforza la centralità delle medicine di  gruppo per la copertura territoriale e la presa in carico della domanda di salute dei cittadini”.

Quanto alle risposte assistenziali alle persone non più autosufficienti, l’assessore ricorda che questo, insieme al reperimento di nuovi medici, è uno dei punti chiave del piano. “Il piano del prossimo quadriennio  ribadisce la garanzia a livello universale dei livelli essenziali di assistenza per i non autosufficienti, introducendo anche il passaggio dal sistema tradizionale delle quote a quello del budget per struttura. Si tratta di un nuovo criterio, volto a salvaguardare la libera scelta dei cittadini e a valorizzare le strutture più efficienti, cioè quelle che sanno offrire i servizi migliori. Il nuovo criterio dovrà essere declinato nella futura legge quadro di riforma del sistema di assistenza per le persone anziane e non autosufficienti. Non vi sarà alcun  taglio, riduzione o smantellamento di presidi”.

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