martedì , 20 Aprile 2021

Vicenza, quando la storia non si può cambiare

Vicenza – “È vergognoso il tentativo di riscrivere, anzi di cancellare un pezzo della storia di Vicenza, città che vanta due medaglie d’oro al valore militare e alla Resistenza, giocando con le parole”. Così Alessandra Moretti, consigliera regionale veneta del Partito Democratico, intervenendo sul caso delle celebrazioni per il 74esimo anniversario dell’eccidio dei Dieci martiri e sull’eliminazione dai manifesti dei termini “nazifascisti” e “Resistenza” sostituiti dalle parole “truppe di occupazione” e “valori della Costituzione”.

“Un atto, maldestramente mascherato, di revisionismo storico – continua l’esponente Pd – con cui si vuol nascondere il ruolo attivo dei fascisti italiani nelle rappresaglie, come se non ci fosse stata un’assoluta comunanza di intenti tra il regime nazista e la repubblica di Salò. La scusa della memoria condivisa non regge: i morti non sono tutti uguali, c’è chi ha combattuto per la nostra libertà e chi per negarla”.

“È triste, a distanza di oltre settant’anni, – conclude Moretti – dover lottare ancora per difendere certi valori che dovrebbero far parte del patrimonio di tutti. Già in campagna elettorale avevamo denunciato il flirt tra Rucco e frange dell’estrema destra, con candidati impresentabili inseriti in alcune liste civiche che lo sostenevano. I frutti avvelenati di quell’accordo li raccogliamo oggi”.

Anche Giampaolo Zanni, segretario generale della Cgil di Vicenza e provincia, interviene sulla questione. “La Camera del lavoro di Vicenza – scrive il segretario in una nota – ritiene gravissima ed inaccettabile la scelta del Comune di Vicenza di cancellare nell’invito e nell’orazione ufficiale dell’eccidio dei Dieci Martiri, compiuto per rappresaglia dai nazisti dopo l’attentato del 9 novembre 1944, le responsabilità nazifasciste e la parola Resistenza. Vicenza, città medaglia d’oro al valore militare per la lotta di Liberazione, non si merita questo sfregio”.

“Riteniamo – conclude – che sia necessaria una risposta, la più ampia possibile, di tutte le forze che hanno a  cuore i valori della democrazia, della libertà e della giustizia sociale, che furono difesi e testimoniati proprio dalla Resistenza contro la dittatura e l’occupazione nazifascista. Questa è la storia, e va rispettata. La Camera del lavoro infine esprime piena solidarietà alle associazioni partigiane, che con la loro preziosa militanza operano per mantenere viva la memoria della nostra storia e i valori della Resistenza, nei quali da sempre la Cgil si riconosce”.

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