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Vicenza, coro e orchestra del Pedrollo in concerto

Vicenza – Tornano ad esibirsi in un secondo concerto, dopo il grande consenso di pubblico ottenuto alla chiesa di Santa Corona di Vicenza, il coro e l’orchestra del conservatorio Arrigo Pedrollo, diretti dal maestro Claudio Martignon. L’appuntamento, ad ingresso libero, è per domenica 4 novembre alle 16.30 alla chiesa di San Paolo, in via Carducci 13, a Vicenza. Verrà riproposto l’applaudito programma con le musiche di Ludwig van Beethoven e Martin Palmeri.

“L’originale repertorio del concerto – si legge nella presentazione dell’evento – accosta due composizioni che seppure distanti nel tempo e nello spazio, oltre che nella destinazione, risultano unite dalla solennità e l’intensità della scrittura. L’Ouverture in do minore Coriolano fu scritta da Beethoven nel 1807, lo stesso periodo che vide la nascita della Quinta Sinfonia, per l’omonima tragedia di Heinrich Joseph von Collin, un autore che ai suoi tempi godeva di una certa fama. La composizione è contraddistinta da un carattere fosco e tragico, possentemente drammatico, e rappresenta una sorta di anticamera della cosiddetta Sinfonia del destino (il motivo di quattro note all’inizio della Quinta era infatti descritto dal compositore come “il destino che bussa alla porta”)”.

La “Misa a Buenos Aires” di Martin Palmeri, invece è stata composta nel 1996 con l’obiettivo principale di fungere da collegamento tra due importanti correnti musicali argentine: da una parte il tango, nato nelle periferie della capitale tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento e poi sviluppato da musicisti creoli e immigrati provenienti da tutto il mondo, in particolare spagnoli e italiani; dall’altra la musica corale, una disciplina che riscuote un grande successo in tutto il paese risvegliando la vocazione di migliaia di giovani che riprendono brani del repertorio locale e universale. La “Misa a Buenos Aires” si compone dei sei movimenti classici della messa cantata in latino ed è scritta per voce, coro, pianoforte, bandoneon e archi.

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