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Bernardo Bellotto Veduta del vecchio mercato di Dresda (1750 –1752) Olio su tela Mosca, Museo Pushkin
Bernardo Bellotto - Veduta del vecchio mercato di Dresda (1750 –1752). Olio su tela - Mosca, Museo Pushkin

Trionfo del Colore. A Vicenza le opere del Museo Pushkin

Vicenza – I capolavori della grande stagione settecentesca dell’arte veneta, patrimonio del Museo Pushkin di Mosca, in esposizione a Vicenza a partire da domani, 23 novembre, e fino al 10 marzo 2019. E’ la mostra “Il Trionfo del Colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi. Vicenza e i Capolavori dal Museo Pushkin di Mosca”, che ha avuto un’anteprima russa al Museo Pushkin, con un grande successo di pubblico, visitata anche dal premier Giuseppe Conte durante il suo ultimo viaggio istituzionale a Mosca il 24 ottobre.

La mostra, a Vicenza, coinvolge due sedi espositive della città. Prende avvio nelle sale del piano terra di Palazzo Chiericati, Museo civico, e prosegue alle Gallerie d’Italia Palazzo Leoni Montanari, museo di Intesa Sanpaolo a Vicenza, dove è esposta la Madonna con santi di Giambattista Tiepolo, proveniente da Mosca, in dialogo con i dipinti della collezione del Settecento veneto della banca, conservata nel palazzo vicentino, tra i quali il celebre corpus di dipinti di Pietro Longhi.

La mostra è prodotta da MondoMostre e promossa dal Comune di Vicenza e dal Museo delle Belle Arti Pushkin di Mosca e Intesa Sanpaolo. Patrocinata dall’ambasciata russa in Italia e da quella italiana a Mosca, l’esposizione è curata da Victoria Markova, capo dipartimento di cultura italiana del Museo Pushkin, insieme allo storico dell’arte Stefano Zuffi.

Sono 64 le opere esposte, 24 delle quali provenienti dal museo moscovita. Tra di esse “Il ritorno del Bucintoro all’approdo di Palazzo Ducale” di Canaletto. Le altre 40 sono state selezionate dall’ampio patrimonio dei Musei civici di Vicenza, ricco di oltre 50 mila pezzi. Nella sede di Intesa Sanpaolo a Palazzo Leoni Montanari sarà esposta una delle 24 opere del Puskin insieme alle 31 opere della collezione. In attesa del nuovo allestimento della sezione Sette-Ottocentesca di Palazzo Chiericati, la mostra costituisce un importante momento per le opere della collezione del museo, che torneranno a essere esposte dopo oltre un decennio.

Il percorso mette in scena lo sviluppo dell’arte veneta del Settecento e il suo impatto sull’arte europea. Un viaggio che avvicina i visitatori ai protagonisti dell’epoca quali Giambattista Tiepolo, Giambattista Pittoni, Luca Carlevarijs, Giambattista Piazzetta, Antonio Giovanni Canal detto Canaletto, Francesco Guardi e Pietro Longhi. Artisti noti e attivi in ogni angolo del vecchio Continente, furono apprezzati, imitati, seguiti, collezionati ed ebbero grande seguito, diventando modello per le generazioni successive.

Si potrà fruire della bellezza delle loro opere nelle due sedi della mostra, ma anche in chiese, palazzi e ville della città e dintorni, percorrendo gli itinerari che il territorio naturalmente offre come ideale proseguimento del racconto artistico. Tra le tappe consigliate il Palladio Museum e le tre ville a pochi minuti da Vicenza, che rappresentano i maggiori capolavori ad affresco del Settecento europeo: Villa Valmarana ai Nani, Villa Cordellina e Villa Zileri che, anche per le pitture che li adornano, sono “Patrimonio dell’Umanità”.

La mostra è stata presentata oggi, al Teatro Olimpico, dal sindaco di Vicenza Francesco Rucco. Con lui anche l’assessore alle attività produttive con delega al turismo, Silvio Giovine, Michele Coppola, di Intesa Sanpaolo, Vittoria Markova, vicedirettore del Museo Pushkin e curatrice della mostra, e Simone Todorow amministratore unico di MondoMostre.

“Mi piace – ha sottolineato Rucco, – che la mostra non si esaurisca all’interno delle due sedi museali, ma che prosegua nel centro storico e nelle ville della  provincia, dove si possono ammirare alcuni tra i più noti capolavori di artisti del settecento veneto, primo fra tutti Giambattista Tiepolo. Non poteva che essere Vicenza, quindi, la sede di questa mostra che dialoga con il territorio e che propone ai visitatori un’ampia panoramica su un momento storico molto florido. Le opere provenienti dal museo Pushkin di Mosca arricchiscono e completano il patrimonio vicentino, ma vogliono anche stringere un rapporto culturale con un popolo che ama la nostra arte e con cui, sono certo, avremo altre occasioni di collaborazione”.

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