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Provincia, un’elezione del presidente “mutilata”?

Dai rappresentanti dei gruppi di minoranza in seno al Consiglio comunale di Vicenza riceviamo e pubblichiamo l’intervento che segue, a commento dell’elezione di Francesco Rucco alla presidenza della Provincia di Vicenza, e soprattutto delle modalità con cui è avvenuta…

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Vicenza – Solo il 57% degli aventi diritto, sindaci e consiglieri comunali della Provincia di Vicenza, si è recato alle urne per l’elezione del presidente (nel 2014 aveva votato l’85%). Hanno votato 869 amministratori su un totale di 1568; tolte le 72 schede bianche e nulle si arriva a 797 votanti, il 50,8%, che hanno scelto Rucco come presidente della Provincia: un dato non certo entusiasmante, su cui riflettere e non certo festeggiare. Il mancato dibattito e coinvolgimento tra tutti gli amministratori dei comuni, doveroso per individuare una candidatura davvero unitaria, ha evidentemente pesato su queste elezioni e temiamo peserà sul governo futuro della Provincia.

Riteniamo che il brutto tempo possa aver influenzato la partecipazione al voto, e siamo vicini agli amministratori che ora stanno affrontando tematiche ben più importanti. Però i consiglieri comunali di centrosinistra della città, che con compattezza  non sono andati a votare come anticipato nei comunicati precedenti, ritengono che se quasi il 50% degli amministratori locali non ha votato sia anche perché non ha condiviso il metodo scelto per decidere il candidato presidente della Provincia di Vicenza.

Abbiamo sostenuto che bisognava costruire, attraverso un confronto vero e partecipato, un progetto di governo con l’obiettivo di creare una vera ed efficiente Casa dei Comuni per l’attuazione di politiche di ampia scala a livello provinciale, in particolare  su mobilità e trasporti, scuola e formazione, sostenibilità ambientale e tutela dall’ inquinamento. Ma si è preferita, da parte di alcuni partiti e di alcuni rappresentanti di aree politiche non specificate, la scelta di un candidato decisa nelle segrete stanze.

La convergenza sull’unico candidato Rucco, calata dall’alto, evidentemente non ha convinto gli amministratori del territorio. Un amministratore su due ha detto no a questa logica, un dato molto pesante e significativo. È evidente che ogni amministratore si è sentito libero nel prendere una decisione, dando un messaggio così ai condizionamenti di tutti i partiti.

Rucco, da tutto ciò, ne esce molto indebolito, un ulteriore problema che si aggiunge all’altro grande problema, e cioè che non ha alcuna esperienza amministrativa significativa, e per i pochi mesi di mandato nella città non ha dimostrato di avere alcuna potenzialità. Ci impegneremo, per vero senso civico, a costruire un percorso con tutto gli amministratori della provincia che vorranno farne parte, con l’unico fine di parlare delle sole tematiche del territorio.

Asproso (Coalizione Civica), Colombara (Quartieri al Centro), Selmo (Da adesso in poi), Tosetto (Vinova)

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