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Pfas e Miteni, l'azienda risponde ai sindacati

Programmata la chiusura dello stabilimento Miteni

Trissino – La Miteni ha disposto oggi l’invio, al prefetto di Vicenza e agli enti, del cronoprogramma che definisce quali sono i processi industriali da portare a conclusione. Lo rende noto oggi la stessa azienda trissinese, specificando che il cronoprogramma si sviluppa nell’arco di nove settimane, e che si vuole “garantire la massima sicurezza degli impianti attraverso la lavorazione e il consumo dei prodotti nelle migliori condizioni possibili, per esaurire le riserve di sostanze presenti in stabilimento”.

Insomma, lo stabilimento considerato il principale responsabile dell’inquinamento da Pfas in Veneto si prepara a chiudere i battenti e cerca di farlo con il minor numero di danni possibile, secondo un programma che “sarà in grado – sottolinea Miteni in una nota diffusa oggi – di rendere disponibile attraverso la consegna delle lavorazioni in fase di conclusione, la liquidità necessaria per il pagamento degli stipendi dei lavoratori nei mesi di novembre e dicembre”.

“Miteni – si legge ancora nella nota dell’azienda – è inoltre stata costretta a sviluppare un piano alternativo di messa in sicurezza degli impianti, in assenza della collaborazione dei lavoratori. In questo caso verrebbero a mancare i ricavi dalle vendite necessari per pagare gli stipendi dei prossimi mesi e si renderebbe necessario smaltire in modo oneroso tutte le sostanze presenti in stabilimento come rifiuto, con un più articolato e complesso sistema di gestione”.

“Auspicio dell’azienda – conclude Miteni – è che a fronte di questa opportunità che prolunga l’attività dello stabilimento e il lavoro per le prossime settimane vi sia la piena adesione dei lavoratori in modo da favorire la sicurezza, ridurre l’impatto sociale e presentare un impianto in ordine e in esercizio ai diversi potenziali acquirenti che hanno manifestato interesse all’acquisto dell’azienda”.

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