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Confartigianato Vicenza vara il nuovo statuto

Vicenza – Varato il nuovo statuto di Confartigianato Vicenza. Lo ha approvato ieri sera l’assemblea straordinaria dei soci, che si è tenuta al centro congressi, nella sede cittadina di Via Fermi.  Uno strumento che guarda al futuro, lo ha definito Agostino Bonomo, presidente provinciale e regionale dell’associazione di categoria degli artigiani. “È stato un percorso durato quattro anni – ha ricordato -, durante i quali tutti abbiamo avuto modo di confrontarci, per dare alla nostra struttura una carta costituzionale al passo coi tempi, di qualità sia tecnica che formale e sempre aperta a motivate prospettive di ulteriore cambiamento”.

Dopo una prima illustrazione delle modifiche proposte per il nuovo statuto dal consiglio direttivo, apportate sul testo già sottoposto agli associati, l’assemblea è proseguita con un articolato confronto sulle ulteriori proposte presentate da alcuni soci. Alla fine il documento è stato votato e approvato a maggioranza qualificata di oltre i due terzi. Composto da una settantina di articoli, il testo è caratterizzato da una volontà di semplificare la filiera della rappresentanza e di darle più organicità nella struttura territoriale.

L’opera di snellimento elimina organismi intermedi e ridefinisce in particolare pilastri associativi, vale a dire le categorie e il territorio. Le prime vengono suddivise in quaranta mestieri (nome che volutamente richiama la tradizione dell’artigianato) raggruppati in dodici sistemi che si rifanno alla ripartizione di Confartigianato nazionale. Il secondo invece viene invece suddiviso in raggruppamenti (eredi dei mandamenti) che vanno a formare aree territoriali in grado di rispecchiare le zone geografiche della provincia di Vicenza con le loro peculiarità.

“Caratteristica di questo nuovo statuto – ha puntualizzato Bonomo – è quella di essere un documento, al tempo stesso, autorevole nella sua definizione ma anche dotato di una natura aperta alla possibilità di variazioni. Questo perché, a differenza del passato, oggi viviamo in uno scenario economico e sociale di continuo cambiamento, dove il lavoro e i lavori conoscono trasformazioni repentini. In altre parole, la nascita di nuove forme produttive o di servizi, come avvenuto con la rivoluzione delle tecnologie informatiche, dà luogo a realtà che devono trovare una definizione e una sistemazione adeguata”.

“Dobbiamo essere insomma – ha infine concluso il presidente di Confartigianato – anche la casa di ogni nuova forma di artigianato. Quindi, se ve ne fosse la necessità, potremo operare modifiche nell’assetto esistente, e l’organismo deputato a occuparsene sarà l’assemblea dei delegati. Siamo convinti che il nuovo statuto, la cui piena entrata a regime avverrà dal gennaio 2020, esprime non solo una regolamentazione più attuale ed efficace, ma disegna anche delle vere e proprie linee strategiche in grado di fungere da bussola operativa. Perciò è anche un lascito, che sarà utile ai soci e ai dirigenti di domani”.

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