Breaking News

Moda e tessile, mancano addetti specializzati

Vicenza – “Stiamo registrando un grande interesse dei giovani ad entrare nel mondo del fashion, ma per trasformare questo desiderio in una vera professione c’è bisogno di avviare dei percorsi strutturati che insegnino il mestiere”. Così Michele Bocchese, presidente della Sezione moda e tessile di Confindustria Vicenza, commentando i dati dell’Osservatorio sulle prospettive e aspettative at work 2018 di PwC, presentato in occasione del ventitreesimo Fashion & Luxury Summit di Pambianco. Il report indica infatti che ben il 61% dei giovani i nati dal 1980 al 1994 e il 65% della Generazione Z, nati dopo il 1995, desiderano lavorare nel settore della moda.

“In una provincia che rappresenta la quarta forza nazionale del settore – continua Bocchese – questo è sicuramente incoraggiante perché degli oltre 60 mila addetti impiegati in Veneto, un terzo ha un’età superiore ai 50 anni e l’eventuale approvazione della cosiddetta Quota 100 rischia di comportare una fuoriuscita di molti professionisti esperti che non hanno attualmente un vero e proprio ricambio. Insomma, siamo di fronte ad una grande sfida: la maggior parte di chi lavora in questo mondo sono persone che negli anni hanno imparato a sviluppare un’altissima manualità oltre che un’eccellente conoscenza dei tessuti, dei materiali e dei macchinari”.

“Queste competenze non si imparano in un giorno, servono tanto studio (e ad oggi gli istituti tecnici non riescono ancora far fronte ai nuovi fabbisogni) ma anche la possibilità di imparare guardando e lavorando fianco a fianco con i  maestri, in azienda. Dobbiamo lavorare insieme a tutte le categorie che rappresentano il nostro settore, insieme alle scuole e insieme alle autorità regionali, per costruire nuovi percorsi che avvicinino i giovani alle scuole e le scuole alle aziende. È un percorso complesso ma la recente esperienza del Pmi day che ha portato, nella sola Vicenza, ben 1400 studenti in azienda, rappresenta un ottimo esempio di quella collaborazione che vogliamo rafforzare sempre di più”.

Per parlare di questi temi, quindi, l’ultimo consiglio della Sezione moda e tessile di Confindustria Vicenza, che si è svolto presso Sellerie Equipe di Valdagno, ha visto la presenza anche dell’assessore regionale Elena Donazzan. Nel corso dell’incontro, gli imprenditori hanno evidenziato come vi sia una certa difficoltà nel reperire personale altamente qualificato, indispensabile per garantire l’elevata qualità dei prodotti richiesta dal mercato. Ad esempio non si trova il 37% degli addetti in grado di far funzionare gli impianti 4.0 di abbigliamento e calzature”.

“Le cause, che purtroppo condividiamo anche con altri settori, sono diverse – spiega Bocchese –. In primis c’è una diffusa cultura anti tecnica, i programmi didattici prevedono sempre minori risorse dedicate ai laboratori. Inoltre gli Its, che costituiscono un asset fondamentale nell’istruzione post diploma nei paesi più avanzati d’Europa (Germania in primis), pur funzionando molto bene registrano un numero di iscritti ancora troppo basso. In un momento in cui il Made in Italy e le aziende del lusso crescono e possono creare lavoro, manca chi questo lavoro lo possa svolgere, peraltro con ottime soddisfazioni personali ed economiche”.

“Su questo tema – ha detto da parte sua l’assessore – la Regione lavora da tempo, perché la moda è un settore strategico per il manifatturiero del Veneto. Dobbiamo ridurre la distanza tra le esigenze dell’impresa e le aspettative dei giovani: dobbiamo promuovere l’alta formazione tecnica dei giovani, perché le aziende oggi ci chiedono soprattutto supertecnici, e vanno quindi sostenuti i percorsi di Istruzione tecnica superiore”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *