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Maltempo, iniziativa solidale di Confagricoltura

Venezia – Anche Confagricoltura scende in campo per dare una mano alle aziende agricole che operano nelle zone più colpite dal maltempo che ha sconvolto il Veneto nei giorni scorsi. L’associazione di categoria ha infatti attivato una raccolta fondi a favore del mondo agricolo della provincia di Belluno e dell’Altopiano di Asiago. I fondi raccolti verranno destinati ad azioni mirate a sostenere le aziende agricole danneggiate. Si può donare sul conto: IT87Y 05034 61110 000000006595 presso Banco Bpm, filiale di Feltre, intestato a Confagricoltura Belluno, con la causale “Solidarietà aziende agricole”.

“Il territorio bellunese – spiega in una nota Confagricoltura Veneto – è stato flagellato a più riprese da pioggia e vento fortissimi. Le forti precipitazioni, le esondazioni dei torrenti e dei fiumi, gli smottamenti e le violente raffiche di vento hanno recato al territorio, alle infrastrutture e alle attività, pesanti danni e difficoltà. Particolari disagi si sono riscontrati sulle strutture zootecniche, dove la mancanza di elettricità e acqua hanno reso difficili o impraticabili le operazioni primarie quali la mungitura e la conservazione dei prodotti. Inoltre, molti ricoveri per gli animali, fienili e depositi di attrezzi, hanno subito danni strutturali, talvolta con la morte del bestiame o la perdita di approvvigionamenti. Rilevanti danni hanno interessato anche le aziende ortofrutticole e florovivaistiche, con danneggiamenti delle strutture quali tunnel e serre, distruzione di materiale e piante”.

E poi, come si sa, migliaia di ettari di bosco ad alto fusto, in particolar modo di abete rosso, sono stati distrutti. Difficilmente quantificabili in termini economici questi danni, a fronte dell’oggettiva difficoltà nell’effettuare una stima omogenea per tutto il territorio. “Il considerevole numero di schianti – continua Confagricoltura – oltre ad aver compromesso in modo irreversibile la rinnovazione naturale, rende difficoltose le operazioni di recupero del materiale che in giacenza per un lungo periodo potrebbe divenire focolaio di patogeni e organismi potenzialmente dannosi. Situazione simile sull’Altopiano di Asiago, dove sono pesanti i danni inferti al patrimonio boschivo e all’agricoltura di montagna”.

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