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Maltempo, si caccia malgrado i tanti animali morti

Venezia – “Sotto i milioni di alberi caduti, ci sono migliaia di animali morti. Ma Zaia di questo se ne frega e continua a non applicare la legge sulla tutela della fauna selvatica. La proroga del divieto di caccia è insufficiente perché riguarda appena 14 comuni bellunesi su 64”. E’ quanto sostengono i consiglieri regionali di minoranza Andrea Zanoni (Pd), Cristina Guarda (Amp) e Patrizia Bartelle (M5s), dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura, critici verso la decisione del presidente della Regione di allungare di due sole settimane, fino al 29 novembre, lo stop alle doppiette nei soli comuni di Canale d’Agordo, Colle di Santa Lucia, Gosaldo, Livinallongo del Col di Lana, Rivamonte Agordino, Rocca Pietore, Taibon Agordino e Voltago Agordino, Auronzo di Cadore, Perarolo di Cadore, Lorenzago di Cadore, San Pietro di Cadore, Vigo di Cadore e Pieve di Cadore.

“Il governatore – continuano – ne fa solo una questione di sicurezza, sacrosanta per gli operatori. Ma è compito delle Regioni tutelare anche la fauna selvatica quando è in difficoltà. Si è mai chiesto quanti animali saranno morti sotto i centomila ettari di boschi caduti in Veneto e certificati dalla giunta regionale in un apposito documento? Perché consentire di uccidere quei pochi animali rimasti vivi? È gravissimo che nel fascicolo inviato a tutti i consiglieri venerdì 9 novembre, lungo 95 pagine e costituito da 19 voci distinte, abbia fatto un lungo elenco sui danni a foreste, sentieri, strade, infrastrutture, abitazioni, strutture alberghiere, corsi d’acqua, agricoltura, omettendo totalmente la fauna selvatica che ai sensi dell’articolo 1 della Legge 157/92 è considerata patrimonio indisponibile dello Stato”.

“Perché non chiede un parere ad Ispra che, tra l’altro, ha anche  il  compito  di censire il patrimonio ambientale costituito dalla fauna selvatica, di studiarne lo  stato,  l’evoluzione  ed  i  rapporti  con  le   altre componenti  ambientali? Perché non ha compiuto questo passo prima di prendere decisioni irresponsabili?”, insistono i tre consiglieri ricordando la lettera scritta dallo stesso Zanoni proprio all’Ispra per sollecitare un parere urgente.

“Zaia in realtà – concludono i consiglieri – sta facendo di tutto per non inimicarsi Berlato e le frange più estremiste del mondo della caccia. Basti pensare alla zona della Marcesina, nell’altopiano dei Sette comuni in provincia di Vicenza. Qua le foreste sono state rase al suolo, ma da lunedì scorso si può nuovamente sparare e sono arrivate drammatiche testimonianze di un’intensa attività di caccia ai pochi animali superstiti, dimostrazione di viltà e assenza totale di umanità”.

Zanoni, Guarda e Bartelle non mancano infine di invitare a partecipare alla manifestazione in programma il primo dicembre, alle 12, e promossa da Wwf, Lav, Enpa, Lipu, Oipa, Mountain Wilderness, Lac e altre, in una località veneta colpita dall’uragano, per protestare contro la decisione di Zaia e per sottolineare l’imbarazzante silenzio del ministro dell’ambiente Costa.

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