Breaking News
Il direttore del Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza Roberto Antonello
Il direttore del Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza Roberto Antonello

Inaugurato l’anno accademico del conservatorio

Vicenza – È stato inaugurato ufficialmente, nella serata di venerdì 23 novembre, il nuovo anno accademico del Conservatorio di musica di Vicenza “Arrigo Pedrollo”. Come da tradizione la cerimonia è avvenuta nella settimana di Santa Cecilia, patrona della musica. In una Sala “Marcella Pobbe” gremita, che ha accolto esponenti del mondo accademico, culturale e musicale della città, con l’unico rammarico, espresso in apertura dal presidente del Pedrollo Giacomo Rodighiero, dell’assenza di una rappresentanza delle autorità cittadine, l’occasione è servita a fare un bilancio dell’anno appena trascorso, dei traguardi tagliati e degli obiettivi per la nuova stagione. Non è mancata la musica, che al termine dei discorsi istituzionali, ha voluto celebrare il centenario della fine della Grande Guerra con un repertorio tra storia e consapevolezza storica nel presente.

Ci ha pensato il direttore, Roberto Antonello, a fornire  un ritratto dettagliato e aggiornato del conservatorio, “vera università della musica nella città di Vicenza”. 57 diplomi accademici di primo livello (molti dei quali unici in regione) e 65 di secondo livello, contraddistinguono il Pedrollo come uno dei conservatori con la più ampia offerta formativa nel panorama nazionale. Nel 2018, per la prima volta in 15 anni, l’istituto ha oltrepassato la soglia dei 700 studenti: un piccolo record da tenere caro e allo stesso tempo da portare avanti.

Tra gli impegni più sentiti da questa amministrazione c’è quello dell’internazionalizzazione che si è tradotta in una serie di azioni, a cominciare dal programma “Erasmus+” per docenti e staff. Sono inoltre in essere accordi bilaterali con una trentina di istituti europei, oltre a relazioni come quella con la Thornton University di Los Angeles (Usa) che ha dato vita alla data dedicata a Francesco Cavalli (1602-1676) al Teatro Olimpico. Sempre in ottica “internazionale” è significativo poi il dato degli studenti stranieri immatricolati al Pedrollo: sono oltre il 10% del totale degli iscritti, rappresentanti 21 paesi diversi.

Doveroso infine ricordare: il corso di Musica indiana, che vede in Vicenza l’unica sede in Italia, il Dipartimento di musica antica (all’epoca della fondazione unico su scala nazionale), il Dipartimento di musica jazz, che con sei cattedre e nove docenti è il più grande nel Veneto e tra i maggiori in Italia, il settore della Musica elettronica, con l’apertura di una terza cattedra, la biblioteca del Pedrollo con quasi trentamila pubblicazioni presenti, l’organizzazione per la prima volta in Veneto del Premio nazionale delle arti Sezione organo e l’attività di produzione musicale che offre gratuitamente ogni anno oltre 80 eventi musicali in stagioni e cicli concertistici che si snodano attraverso i dodici mesi.

La parte musicale della cerimonia ha visto l’esecuzione de “Il testamento del capitano” di Luigi Pigarelli (1875-1964), nella rilettura pianistica di Mario Lanaro, la celebre “Monte Pasubio” di Bepi De Marzi (1935), su testo di Carlo Geminiani, e la “Cantata della Guerra” di Pierangelo Valtinoni (1959), composizione per basso, coro maschile, clarinetto, due violoncelli e pianoforte (con testi di Jahier, Pezzani, McCrae, Skorpil, Ungaretti e Negri) che vuole raccontare la sofferenza della guerra da qualsiasi punto la si guardi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *