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I Dieci Martiri e i loro carnefici dividono ancora

Vicenza – Non accenna ad esaurirsi la polemica a Vicenza per la vicenda del manifesto preparato dall’amministrazione comunale per annunciare alla città la cerimonia di commemorazione dei Dieci Martiri. Come si sa, il fatto risale al periodo dell’occupazione nazifascista della città, e la realtà che questi Dieci Martiri siano stati trucidati da un regime nazista alleato del fascismo è incontrovertibile. E lo sbaglio è stato proprio questo, ovvero la pretesa di voler, di fatto, cambiare la storia (la parola edulcorare sarebbe solo in parte un eufemismo) sostituendo nel manifesto le parole “nazifascisti” con “truppe di occupazione” e “Resistenza” con “valori della Costituzione”.

Dei vari interventi di esponenti antifascisti, che si sono susseguiti nei giorni scorsi, abbiamo già dato conto, così come abbiamo fatto per alcuni di segno opposto. Adesso va segnalato un altro intervento a commento della vicenda, anche questo di un esponente della sinistra vicentina, ovvero il capogruppo in consiglio comunale della lista Vinova Ennio Tosetto. Il consigliere tra l’altro allarga il campo, girando un po’ il coltello nella ferita, e accusando la giunta Rucco di revisionismo ed anche non condannare certi ambienti della destra estrema.

Le parole di Tosetto sono condivise da molti in città, e naturalmente da quello che è il suo partito, ovvero il Psi, subito intervenuto anch’esso, con una nota a firma del segretario regionale Luca Fantò, segnalando “con altrettanta preoccupazione il pericolo che a Vicenza, città premiata con la medaglia d’oro per la resistenza, venga sminuito l’antifascismo in quanto valore fondante della nostra Costituzione e quindi della nostra Repubblica”.

“La preoccupazione del Psi vicentino – si legge ancora – sembra avvalorata, oltre che dall’esplicita simpatia di alcuni eletti verso ciò che il ventennio fascista ha rappresentato, anche da alcuni recenti comportamenti dell’amministrazione”. tra questi comportamenti sembra esserci anche quello che Tosetto indica nel suo intervento, ovvero l’aver ricevuto in municipio alcuni esponenti di Forza Nuova. Ed a questo punto corre l’obbligo di segnalare anche la reazione del movimento dell’estrema destra, certamente sopra le righe, sia nei contenuti che nei termini usati, anche se, mettendosi nei loro panni, comprensibile.

Insomma, se la giustificazione che l’amministrazione comunale ha dato per il “manifesto della discordia” è stata quella di voler smussare gli angoli per cercare una riconcliazione, il risultato non è stato ottenuto. Anzi, ha messo ancora più in rilievo il solco profondo che, dopo più di setta anni divide le coscienze su quella che è stata certamente una delle peggiori tragedie dell’umanità e il livello più basso raggiunto dall’Homo Sapiens.

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