Un sit in di protesta delle Rsu della Miteni di alcuni mesi fa
Un sit in di protesta delle Rsu della Miteni

Dichiatrato il fallimento di Miteni. Tutti preoccupati

Trissino – “Prendiamo atto della sentenza del Tribunale di Vicenza che ha dichiarato il fallimento di Miteni. Auspichiamo che nell’interesse di tutti venga disposto l’esercizio provvisorio che permetterebbe all’azienda di proseguire le attività come da cronoprogramma, purché i lavoratori recedano dall’agitazione anomala con occupazione degli impianti, rifiutandosi di definire i comandati per la sicurezza”.

E’ il laconico comunicato diffuso oggi dall’azienda di Trissino, il cui fallimento è stato dichiarato oggi dal tribunale berico e che è stata al centro dell’attenzione per anni per via dell’inquinamento da Pfas che si ritiene abbia causato in mezzo Veneto. In più, la Miteni ha licenziato tutti i suoi dipendenti nei giorni scorsi ed ora avverte che se non potrà mettere in sicurezza gli impianti sarà per colpa di questi ultimi.

Comprensibile quindi che i sindacati rispondano subito esprimendo tutta la loro preoccupazione. Sono in particolare la Cgil e la sua categoria dei chimici, la Filctem, di Vicenza, che parlano di una scelta aziendale che “ha scaricato sui lavoratori, sui cittadini e sul territorio tutte le sue responsabilità in ordine ai danni ambientali causati dall’inquinamento da Pfas e GenX, ai lavori di bonifica, a possibili danni alla salute degli oltre 500 lavoratori coinvolti e dei cittadini residenti nei territori coinvolti”

“Oltre a tutto questo – continua il sindacato – sui lavoratori ricade il problema del mancato pagamento delle retribuzioni degli ultimi mesi e della perdita del posto di lavoro. Ai lavoratori va riconosciuta la serietà e la fermezza di avere, in una situazione di ricatto occupazionale, alzato la testa per far emergere la situazione di degrado dello stabilimento conseguente anche alle molte dimissioni intervenute e quindi di aver garantito la sicurezza in questi drammatici giorni”.

Cgil e Filctem di Vicenza concludono spiegando di aver già chiesto alla Regione Veneto, nell’incontro che c’è stato ieri, un ammortizzatore sociale per impedire i licenziamenti, un intervento per garantire la ricollocazione lavoratori, garanzie circa la bonifica del sito, la presa in carico sanitaria dei lavoratori ed infine un intervento per impedire la fuga dell’azienda dalle sue responsabilità. La richiesta alla magistratura è invece quella di fare piena luce sulle responsabilità di questo disastro.

Da segnalare infine che anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Stefano Fracasso, è intervenuto oggi sulla dichiarazione di fallimento della Miteni. “La dichiarazione di fallimento della Miteni – ha detto – è la cronaca di una morte annunciata. Una morte che lascia sul campo un centinaio di lavoratori senza un lavoro, una bonifica da fare e migliaia di cittadini contaminati da Pfas. Bene gli appelli della Regione a una comune assunzione di responsabilità. Nessuno può pensare di abbandonare il territorio in questo momento e in questa situazione. Si persegua ogni strada possibile per tutelare i lavoratori, i cittadini e una terra che chiede non solo giustizia per il passato, ma soprattutto sicurezza per il futuro”.

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