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Piazza Falcone e Borsellino, a Schio
Piazza Falcone e Borsellino, a Schio

19enne arrestato a Schio. La politica di destra applaude

Schio – Ha fatto un certo rumore l’arresto, a Schio di Karim El Moutaoukil, il 19enne che spacciava davanti alle scuole. In realtà era stato già pizzicato nelle settimane scorse, ma ora è passato dai domiciliari alle solide sbarre del carcere perché ha dato dimostrazione di essere un soggetto piuttosto pericoloso, nonostante abbia solo 19 anni. Si è infatti del tutto infischiato di essere agli arresti domiciliari, ed ha guidato una specie di spedizione punitiva nei confronti di chi aveva “cantato”, pestandolo e rapinandolo. Giusto quindi che ora veda il sole a scacchi.

Abbiamo esordito dicendo che ha fatto rumore perché sono subito intervenuti, in giornata, alcuni esponenti politici di Schio, entrambi della destra, per complimentarsi con la polizia locale scledense. La prima è la deputata di Fratelli d’Italia Maria Cristina Caretta, che parla di “segnale importante per tutta la comunità”.

“L’arresto di uno spacciatore – scrive in una nota la parlamentare -, già conosciuto dalle forze dell’ordine, effettuato oggi dalla polizia locale di Schio, diretta dal comandante Giovanni Scarpellini, a cui rivolgo il mio plauso, è un’ottima notizia e rappresenta un segnale importante per tutti gli scledensi. Fenomeni di cosiddetta microcriminalità e di spaccio davanti alle scuole ad opera di gang come quella di cui era a capo Karim El Moutaouki, vanno prontamente arginati e debellati prima che infettino il tessuto sociale di un’intera comunità”.

L’altro intervento è di Alex Cioni, coordinatore del comitato Prima Noi. “E’ stato arrestato Karim El Moutaoukil – scrive Cioni -, il 19enne che spacciava davanti alle scuole di Schio. Qualche settimana fa era finito ai domiciliari, ma se ne era fatto beffe facendosi vedere in giro per la città. Il ragazzo non solo è evaso ma ha organizzato una spedizione punitiva ai danni di un altro ragazzo che avrebbe osato fare delle confidenze agli agenti della polizia locale”.

“Doveroso – continua – complimentarsi e ringraziare il comandante Giovanni Scarpellini e i suoi uomini per l’attività svolta in questi mesi. Un lavoro prezioso che sta arginando il prosperare di queste gang di farabutti importati o di seconda generazione che qualcuno tende ancora a a difendere giustificando i loro crimini limitandoli a delle esuberanze giovanili figlie di un disagio sociale la cui responsabilità ricadrebbe sopratutto sulla scarsa efficacia delle politiche di integrazione”.

Per il comitato Prima Noi, abbiamo a che fare “con delinquenti che vivono senza dubbio dei disagi esistenziali e culturali, ma ciò non è dovuto al fallimento dell’integrazione, bensì a problematiche interne ai nuclei famigliari e alla difficoltà di perseguire dei percorsi educativi di formazione nel contesto scolastico. Il che è la conseguenza di quella visione multiculturale propugnata a sinistra che per decenni ci è stata propinata come se fosse il mondo ideale nel quale vivere”.

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