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La diffusione del virus West Nile in Italia ed in Veneto
La diffusione del virus West Nile in Italia ed in Veneto

West Nile, commissione permanente in Veneto

Venezia – Si è insediata, a Palazzo Balbi, la Commissione regionale permanente che avrà il compito di rafforzare e monitorare le attività correlate al fenomeno del virus West Nile. Ne fanno parte i tecnici della Direzione regionale prevenzione, dell’Istituto zooprofilattico di Legnaro, dell’Istituto superiore di sanità, delle Ullss, dei Consorzi di bonifica, e una rappresentanza delle amministrazioni comunali del Veneto.

“Quest’anno, a causa di condizioni meteorologiche molto particolari – ha detto l’assessore alla sanità Luca Coletto – ci siamo trovati ad affrontare una inattesa stagione record, con una circolazione virale mai registrata prima. E’ una condizione che, per i cambiamenti climatici in atto, potrà ripetersi e che fronteggeremo con un piano molto particolareggiato, con il coinvolgimento di tutti gli enti interessati, compreso l’Istituto superiore di sanità, la cui presenza è significativa, perché dimostra che il fenomeno non ha interessato solo il Veneto, ma un’ampia parte d’Italia (nell’immagine in alto) e d’Europa”.

I rilevamenti sulla diffusione della West Nile  – fa notare Coletto – testimoniano di un fenomeno assai diffuso. Ritengo perciò opportuno, e ne parlerò nelle sedi opportune, a cominciare dalla Commissione salute nazionale, ragionare sull’opportunità di attivare un tavolo di confronto interregionale, dove scambiarsi conoscenze ed esperienze e concordare azioni coordinate, perché i cambiamenti climatici e le zanzare non hanno confini. Naturalmente stiamo parlando di attività di monitoraggio e di prevenzione, con interventi che dovranno essere attivati prima che la stagione a rischio abbia inizio”.

“Nell’estate 2018 – tiene a sottolineare l’assessore – abbiamo fatto un po’ da apripista, primi e unici in Italia, ad esempio, a realizzare un piano Straordinario di Disinfestazione finanziandolo con 500 mila euro della Regione, che sta operando a pieno regime: dopo le province di Padova, Rovigo e Verona, sono infatti in via di conclusione gli interventi nei Comuni delle province di Venezia, Treviso e Vicenza, dove si è registrata la circolazione virale nell’uomo”.

Nel frattempo, la direzione prevenzione ha diffuso l’undicesimo bollettino di Sorveglianza sulle arbovirosi, che contiene uno specifico focus West Nile. I casi di febbre del Nilo ufficialmente confermati sono stati complessivamente 211, contro i 197 della scorsa settimana. Di questi, 152 sono casi con sintomatologia leggera, 59 quelli nella più grave forma neuroinvasiva. Dall’inizio del fenomeno i decessi sono saliti da 14 a15: è infatti stato confermato in settimana il decesso di un uomo di 80 anni, di Fratta Polesine, con gravi patologie pregresse, condizione rilevata anche nelle altre persone decedute. I tecnici della Regione hanno anche stimato i casi probabili, ma non ancora confermati, che sono 102.

Già da due settimane si rileva una diminuzione dell’intensità dell’infezione nell’uomo, che si conferma anche in quest’ultimo bollettino dove, ad esempio, si registra un solo caso grave in più rispetto alla settimana precedente (59 contro 58). Cala anche la circolazione delle zanzare, come testimoniato dalla rete di sorveglianza entomologica attivata con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

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