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Venezia, Piazza San Marco - Canaletto (1730)
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Vicenza, Colombara: “Politica culturale senza una visione”

Vicenza – Dopo le grandi critiche, Rucco ora apre alle grandi mostre, ma nelle sue affermazioni si notano le contraddizioni e le debolezze di un operato che manca di una visione di ampio raggio su ciò che si intende fare per Vicenza sul versante culturale. Ogni abile amministratore dovrebbe parlare di programmi e tempi di realizzazione; le affermazioni di Rucco, invece, sempre contraddittorie, dimostrano come il sindaco sia piegato sul quotidiano e non abbia la men che minima idea sul futuro della città.

La prima contraddizione che denota la sua debolezza è aver separato la gestione della cultura dal turismo. Rucco, che parla di far cassa e di far partecipare la città ed i suoi operatori, non si rende conto che l’obiettivo di creare un indotto e una crescita per la città si possono fare solo attraverso l’unione della cultura e di un brand per creare turismo: la cultura deve anche creare turismo. Ma se Rucco come primo atto scinde cultura da turismo significa o che non l’ha capito (e allora gli operatori economici dovranno spiegarglielo meglio) oppure non lo vuole capire. Sembra che nella sua eterna campagna elettorale mediatica l’unico tema per lui importante sia il degrado.

E siamo al secondo nodo. Le affermazioni di Rucco denotano che nella sua convinzione il fine di un grande evento culturale per il comune sia quello di fare cassa. quanto di più lontano dall’obiettivo reale che l’amministratore deve porsi: lo scopo del comune quando investe in cultura, al contrario di ciò che pensa Rucco, non è quello di fare cassa, ma quello di far crescere la città, il suo tessuto economico, sociale, culturale. Certo, con attenzione al bilancio comunale, ma le politiche che il comune attua servono ai cittadini e servono agli operatori del territorio, non alle casse dell’ente pubblico. Le grandi mostre hanno portato e porteranno decine di milioni di euro di indotto economico al territorio, al commercio, all’artigianato, ai servizi, ai ristoranti e bar, agli alberghi ecc. ecc. perché il comune ha assunto un ruolo di promotore e protagonista della politica culturale.

A tal proposito un’altra affermazione incredibile riguarda il rischio d’impresa da parte del comune di cui Rucco parla, sostenendo così che il comune possa permettersi la “compartecipazione al rischio” da parte dell’ente pubblico. Ricorderei all’Avvocato Rucco che sta amministrando un Ente pubblico e non un’Impresa privata: se è convinto di poter perseguire questa strada, vorrà dire che in caso di perdite dovrà sentire anche il parere della Corte dei Conti.

Un’ultima contraddizione sta poi nell’irrisolto rapporto con Goldin, pesantemente criticato negli anni a mezzo stampa e in consiglio comunale, oggi invece possibile partner cui appaltare parte della gestione della politica culturale: Rucco vorrà davvero affidarsi per far cassa a colui che ha sempre dipinto come l’imprenditore culturale che ha lucrato sulle Grandi mostre in Basilica? L’ennesima retromarcia di un sindaco d’intrattenimento, che però sta mettendo così a rischio il futuro della città e in buona parte dei vicentini. Caro sindaco, il tempo delle chiacchiere e dei proclami è finito; siamo già in ritardo, bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sul serio, dimostrando nei fatti e non nelle parole il valore di un abile amministratore di cui la città ha bisogno.

Predicare male, razzolare peggio. Che le idee siano quantomeno confuse lo dimostrano i fatti: quando ha avuto sul piede un rigore a porta aperta è riuscito a sbagliarlo. L’opportunità sul tema riguarda l’imminente mostra “Da Tiepolo a Canaletto e Guardi”, inaugurata a luglio al Museo Pushkin di Mosca e attesa ora in terra berica. Dire che sia stata gestita malissimo è fare un complimento: l’attuale amministrazione si è trovata tra le mani una mostra già bella e confezionata da quella precedente, dai finanziamenti fino all’organizzazione, grazie anche al lavoro del professore Villa, peraltro mai menzionato e ringraziato.

Le uniche azioni che l’attuale amministrazione doveva mettere in campo riguardavano il luogo e la promozione: Rucco non ha colto l’opportunità di portare la mostra in Basilica e si è dimenticato che, perché un evento funzioni, è necessario promuoverlo e farlo conoscere. Una mostra che a Mosca ha fatto 300 mila visitatori, la mostra di maggior successo della storia del Pushkin, e che poteva essere valorizzata diversamente. D’altra parte, cosa aspettarsi da un’amministrazione che a fine luglio ha clamorosamente mancato di esser presente a Mosca per l’inaugurazione, dove invece erano presenti governo, ambasciata, e soprattutto la stampa internazionale?

Raffaele Colombara – Consigliere comunale della Lista Quartieri al centro

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