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“Veneti in controluce” nel nuovo libro di Ausilio Bertoli

Vicenza – E’ da poco in libreria, edito da Fernandel Editore, “Veneti in controluce”, ultimo lavoro di Giuseppe Ausilio Bertoli, sociologo  e scrittore vicentino che in questo libro descrive i veneti di oggi: “stanchi e disillusi, ma anche affannati e insicuri, aggrappati a sogni di stentate passioni più che alla vita che dovrebbe fluire come ruscello trasparente”. Il Veneto che Bertoli racconta non è quello patinato, che appare in secondo piano, ma quello dei diseredati, delle lucciole, dei sognatori da terno al Lotto. Ci presenta i nuovi arrivati e guarda indietro in cerca di una memoria di ciò che non è più, o che per lo meno è diverso da prima.

“I protagonisti delle diciotto storie narrate nel volume – si legge nella presentazione – hanno nomi come Giuly, David, Rachele, Ljiljana, Alex, e vivono un’estate appiccicaticcia e lontana dal mito quasi dimenticato del miracolo del Nordest. Il loro è un mondo di seccanti incidenti, ventilatori rotti, bellone e ragazzine in leggings, scacciatrici di malocchi, vecchi in attesa dell’inevitabile, dove la memoria dei grandi cantori veneti del recente passato, come Goffredo Parise e Giovanni Comisso, fa delle brevi, nostalgiche, incursioni: forse l’augurio di un riscatto”.

“Ogni provincia viene scrutata, frequentata com’è da quella manciata di universo globale fatto di friulani, nigeriani, croati e marocchini; slip e magliette issati a granpavese nelle grigie periferie tutte uguali. Poliziotti e donne col chador, studenti e vecchi in bici, ragazzotti tatuati in canottiera, imminenti mamme, preti di campagna e osti ruffiani: tutti sembrano affacciati alle finestre di una casona di campagna del primo dopoguerra; negli occhi il disagio di vivere oggi l’unico tempo possibile, sempre incerto. Sullo sfondo le bellezze di Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Belluno, il Polesine”.

Giuseppe Ausilio Bertoli, sociologo della comunicazione e della devianza, e pubblicista, scrive testi di narrativa e di saggistica. Vive nel vicentino, dov’è nato, e a Padova. Le sue ultime pubblicazioni sono il romanzo “L’amore altro. Un’odissea nel Kosovo” (2009), il reportage narrativo “Rosso Africa” (2011), e i romanzi “L’istinto primo” (2014) e “Un mondo da buttare” (2017). Per la sua opera letteraria ha ricevuto diversi riconoscimenti.

Di lui Giorgio Bàrberi Squarotti ha scritto: «Bertoli sa delineare perfettamente il personaggio protagonista e collocarlo poi in una situazione, in una breve vicenda, a contatto con altri personaggi, studiandone e narrandone le reazioni. Ne vengono fuori ritratti quanto mai incisivi e un mondo di provincia colto molto felicemente». Mentre Elvio Guagnini: «Il suo linguaggio è aderente a una quotidianità dalla quale, talvolta, emergono reperti gergali e una babele linguistica corrispondente alla condizione dei nuovi attori internazionali della scena provinciale».

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