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Spesa pubblica nel mirino delle Fiamme Gialle

Spesa pubblica nel mirino delle Fiamme Gialle

Cittadella – La Compagnia della Guardia di Finanza di Cittadella ha concluso una complessa attività in materia di spesa pubblica riguardante appalti affidati da una multi-utility con sede nell’altapadovana, una società così detta “in house”, partecipata da 75 comuni delle province di Padova, Treviso e Vicenza.

L’operazione, chiamata “Gold Trash”e condotta su delega della Procura regionale della Corte dei Conti del Veneto, ha fatto emergere irregolarità nelle procedure adottate dalla multi-utility, grazie alle quali sarebbe stata aggirata la naturale scadenza di alcuni contratti di appalto, andando in palese contrasto con la legge e con le direttive dell’Autorità nazionale anticorruzione. In particolare è stato rilevato l’uso sistematico e ingiustificato della così detta “proroga tecnica”, strumento previsto dalla normativa di settore con l’unico fine però di consentire, per motivi straordinari, la sola prosecuzione di un rapporto contrattuale in corso, in attesa di una nuova procedura di gara.

Nei casi oggetto d’indagine, riguardanti in particolare il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati nei comuni del bacino di riferimento, è stato appurato che l’indebita e consolidata prassi aziendale prevedeva il sistematico ricorso alla proroga senza che fosse stato indetto nemmeno il nuovo bando di gara. Queste proroghe, semestrali, sulle quali si sono concentrate le indagini, in un caso specifico, hanno superato anche i due anni.

Il danno erariale è stato determinato in oltre un milione e mezzo di euro, ed è derivato dal maggior prezzo pagato dalla partecipata pubblica in sede di “proroga tecnica” rispetto al medesimo servizio reso nell’ambito dell’appalto precedente, poi scaduto. Inoltre, un ulteriore danno economico è da ricondurre alla vigenza, anche in regime di proroga, di una clausola antieconomica per la società appaltante, prevista nel contratto dell’appalto scaduto, relativa alla rivendita del materiale riciclato.

Le indagini eseguite hanno permesso di ipotizzare le responsabilità a titolo di colpa grave a tre figure apicali della multiservizi, alle quali è stato notificato un invito a fornire deduzioni (ex art. 67 del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174, Codice di giustizia contabile), nell’ambito del quale la Procura erariale ha cristallizzato le condotte illecite.

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