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Sanità, 16,4 miliardi in Veneto per il 2019 e il 2020

“Con la quota 100 troppi medici in pensione”

Roma – “Medici ed infermieri se ne vanno. Mancano professionisti preparati. E quando ci sono non si assumono. Negli ospedali vicentini mancano oltre 190 medici. Però i soldi per l’assistenzialismo il Governo li trova”. Sono parole di Daniela Sbrollini, senatrice del Partito Democratico, che attacca dunque senza mezzi termini l’azione del governo ed in particolare la manovra economica in questo periodo al centro del dibattito politico.

Sbrollini condivide la preoccupazione manifestata da più parti sulla situazione di carenza di professionisti nell’ambito sanitario, un “grido di allarme – scrive la parlamentare in una nota – che viene lanciato per muovere il sistema sanitario nazionale e regionale e che non viene ascoltato. Anche a Vicenza il presidente dell’Ordine di medici, Michele Valente, è spaventato per il futuro dei servizi al cittadino. Con l’introduzione della quota 100 se ne andranno in pensione centinaia di medici ed il nostro territorio rimarrà senza operatori”.

“I numeri chiusi per le iscrizioni a Medicina – continua -, l’insufficiente numero di borse di studio per le specializzazioni, l’impossibilità dei medici di fare esperienza, lo stop alle assunzioni in seguito alla legge Berlusconi-Tremonti, che blocca la spesa sanitaria al livello di quella di 14 anni fa, si sommano alla certezza della fuga verso la pensione, a partire dal prossimo anno. In queste condizioni non sarà possibile garantire un servizio adeguato sul territorio e nemmeno in alcuni reparti ospedalieri come i Pronto soccorso. Il ministro Grillo tace. Batta un colpo. E Zaia alzi la voce, si faccia sentire. In fondo ora c’è un governo a lui amico”.

“Le medicine integrate e gli ospedali di comunità, perno del Piano regionale 2013-2018, sono stati realizzati un po’ di qua un po’ di là, senza convinzione. Ora la stima dei medici in pensione nel Veneto, dice diecimila, per i prossimi cinque anni. Dieci mila medici che in gran parte non saranno sostituiti. Garantire un adeguato servizio ai cittadini, soprattutto agli anziani sarà concretamente impossibile”.

“In questa Finanziaria – conclude la senatrice – il governo finanzia l’assistenzialismo fine a sé stesso. Quei soldi potrebbero essere utilizzati meglio per pagare operatori sanitari, dunque nuovi assunti, al sud come al nord e così sarebbe anche migliorato un servizio che è necessario ad una popolazione che tende ad invecchiare e conseguentemente chiede maggiori servizi sociosanitari”.

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