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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Rsu Miteni, ecco le richieste fatte al Prefetto

Vicenza – “Un tavolo istituzionale di regia dove riunire, oltre ai lavoratori e all’azienda, anche quelle istituzioni che in base a responsabilità e competenze, hanno un ruolo nella vicenda Miteni e Pfas. Nello specifico queste istituzioni sono il sindaco di Trissino, la Provincia di Vicenza e la Regione Veneto,  con i loro relativi organi tecnici”. E quanto hanno chiesto ieri le Rsu della Miteni alla Prefettura di Vicenza, nell’incontro che c’è stato in mattinata. I lavoratori dell’azienda di Trissino, chiedendo al prefetto di farsi interprete e promotore di questo tavolo con le istituzioni, mettono l’accento sulla necessità di affrontare subito affrontate alcune questioni urgenti. Eccole:

  • Condizioni dei lavoratori Miteni contaminati dai pfas: tutele sanitarie e ogni altra opportuna previdenza per gli effetti dannosi sulla salute nel breve-medio-lungo periodo associati all’esposizione a queste sostanze;
  • Urgente verifica e sistemazione degli impianti per risolvere tutte le criticità di salute, igiene e sicurezza del nostro luogo di lavoro. Finora gli enti si sono doverosamente concentrati su interventi, pur dovuti e importanti, a carico di canalette, pozzetti, bacini e quant’altro possa andar a contatto con la falda. Noi chiediamo che le verifiche siano effettuate anche negli impianti dove lavoriamo noi, con i conseguenti interventi che riteniamo siano altrettanto urgenti e necessari.
  • Misure per bloccare la fuoriuscita di personale; ripristino degli organici; verifica varie predisposizioni;
  • Prospettive occupazionali, salariali e sul futuro del nostro posto di lavoro, in considerazione anche della risoluzione n° 88 del 2 agosto 2018 del Consiglio Regionale del Veneto che esprime “piena solidarietà ai lavoratori di Miteni spa, violati nel diritto costituzionalmente tutelato della salute, intesa come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o infermità, secondo l’accezione dell’art. 2 del decreto legislativo n° 81 del 2008, Testo unico sulla sicurezza e salute dei luoghi di lavoro” e che impegna la Giunta Regionale del Veneto a “… promuovere iniziative a garanzia della stabilità occupazionale e di conservazione del trattamento economico e di lavoro per i lavoratori occupati presso la ditta Miteni spa”. Al riguardo vogliamo capire quanto e in che maniera si vorrà tradurre in azioni concrete questo alto pronunciamento della Regione Veneto.

“Ora vogliamo vederci chiaro – aggiungono i rappresentanti dei lavoratori Miteni – e capire quale potrà essere lo stato della nostra salute ed il futuro del nostro posto di lavoro. Noi temiamo che si passi dalla prospettata cassa integrazione ai licenziamenti, cioè che si stiano apparecchiando, sulla nostra pelle, vie di uscita da questa situazione: noi siamo i più contaminati dai pfas, non vogliamo diventare anche i più abbindolati. Qui, da accomodare non devono esserci solo gli interessi delle multinazionali, ma prima di tutto quelli dell’ambiente e di chi in queste fabbriche ci ha lavorato rimettendoci magari anche la salute”.

“Siamo disponibili a discutere di tutto e su tutto. Però, o si avvia un confronto istituzionale urgente ed immediato su questi problemi, o valuteremo, come lavoratori, cosa sia meglio fare prima che le cose peggiorino ulteriormente. Dal 16 maggio scorso, data della richiesta di concordato, ci sono state quindici dimissioni. Le quali, aggiunte alle oltre quindici dei diciotto mesi precedenti, fanno più di trenta dipendenti altamente specializzati che se ne sono andati e solo in minima parte sono stati rimpiazzati. Per formare un lavoratore in industrie come la Miteni, tra esperienza, patenti, abilitazioni, ci vogliono minimo tre o quattro anni. Se altri operatori andranno via, la situazione diventerà ancora più problematica.

“Siamo una industria a rischio di incidente rilevante che ha a che fare tutti i giorni con cloro, acido fluoridrico ànidro, oleum, acido nitrico, ammoniaca etc… E siamo inseriti in un contesto fortemente urbanizzato. La Prefettura si è riservata qualche giorno per darci una risposta. Nelle prossime ore invieremo anche una comunicazione scritta che conterrà le richieste formulate ieri: confidiamo nell’intervento del prefetto, affinché chi di dovere si attivi. Il vertice aziendale sta dimostrando sempre maggiori difficoltà nell’affrontare una situazione così complicata e complessa, quindi è necessario che anche le istituzioni si assumano le loro responsabilità, anche al più alto livello”.

 

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