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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Rsu Miteni dichiarano lo stato d’agitazione

Trissino – Stato di agitazione sindacale in tutto lo stabilimento della Miteni di Trissino. Lo hanno proclamato oggi le Rus aziendali, diffondendo una nota nella quale i toni sono a dir poco preoccupati. I lavoratori della Miteni temono insomma di diventare il capro espiatorio di tutta la vicenda Pfas, pur essendo i più innocenti, di fatto vittime due volte e contaminati più degli altri. Fanno oggi una serie di richieste per uscire dalla scabrosa situazione, per loro sempre meno sopportabile.

Ieri intanto, c’è stato un incontro nel quale l’azienda ha comunicato ai suoi dipendenti di voler fermare gran parte delle lavorazioni dello stabilimento per eseguire una serie di interventi di ripristino di pozzetti, bacini, caditoie e pavimentazioni ordinategli dalla Provincia, e provvedere anche alle necessarie manutenzioni del deposito dell’acido fluoridrico anidro dopo la recente rottura e perdita da uno dei tre serbatoi di stoccaggio.

“Si tratta – scrivono le Rsu Miteni – di un cronoprogramma di fermo scaglionato degli impianti, per un periodo complessivo protraibile fino a tre mesi. La direzione ha intenzione di ricorrere alla cassa integrazione guadagni ordinaria, rispetto alla quale ha chiesto in via preferenziale un verbale di consultazione con la Rsu. L’azienda ha la piena responsabilità di questo stato di cose. Non ha provveduto a tutta una serie di investimenti che noi chiediamo da molto tempo e che se fossero stati effettuati ci avrebbero permesso di trovarci ora in ben altra situazione, senza il danno di lasciare a casa i lavoratori”

“La questione – continuano i sindacalisti – ora si fa ancora più drammatica. La fermata coincide con una situazione aziendale di grande incertezza e difficoltà. La caratterizzazione-bonifica del sito, il concordato preventivo in scadenza con, tra le opzioni, un possibile scorporo dell’azienda, le difficoltà economiche, le condizioni di lavoro e degli impianti, gli organici sempre più sguarniti a causa della continua fuoriuscita di personale e le criticità riguardanti tutta una serie di predisposizioni, creano pesanti incognite sulle nostre condizioni di lavoro e sul nostro futuro occupazionale: tutto questo ci induce ad una profonda riflessione”.

I lavoratori Miteni si dicono disponibili a discutere la questione, ma attorno ad un tavolo che riunisca non solo azienda e lavoratori ma anche le istituzioni, ovvero quanti, in base alle loro responsabilità e competenze, hanno un ruolo in questa vicenda. Il che vuol dire il sindaco di Trissino, Provincia, Prefetto, Regione e relativi organi tecnici.

“Noi vogliamo vederci chiaro – avvertono i lavoratori trissinesi – e capire quale sarà lo stato della nostra salute ed il futuro del nostro posto di lavoro. Temiamo che si possa passare dalla cassa integrazione ai licenziamenti e che si apparecchino soluzioni sulla nostra pelle per uscire da questa situazione: noi siamo i più contaminati dai Pfas, non vogliamo diventare anche i più abbindolati. Qui, da accomodare non devono esserci solo gli interessi delle multinazionali, ma prima di tutto quelli dell’ambiente e di chi in queste fabbriche ci ha lavorato rimettendoci magari anche la salute”.

Subito dopo la diffusione del comunicato delle Rsu, anche la Miteni ha voluto dire la sua. “Presenteremo nelle prossime ore – assicura l’azienda – il cronoprogramma alla Provincia di Vicenza e ne parleremo dopo che le istituzioni lo avranno ricevuto. A commento del comunicato della Rsu vogliamo ricordare che Miteni ha svolto centinaia di controlli sulla sicurezza e la salute dei lavoratori che si sommano agli oltre duecento controlli da parte di enti e istituzioni documentati con verbali e atti, solo negli ultimi due anni. Lo stabilimento Miteni e la salute dei suoi lavoratori sono tra i più controllati in Italia ormai da molto tempo. Miteni ha dimostrato coi fatti grande attenzione alla sicurezza e alla salute, come documentano in modo chiaro i dati e i valori degli ingenti investimenti effettuati”.

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