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Precariato, a congresso anche Nidil Cgil Vicenza

Vicenza – Sottuvalutato da tutti, anzi attentamente nascosto in un’Italia che come simbolo nazionale non dovrebbe aver la pastasciutta ma la lettera di raccomandazione, il problema del precariato e del difficile accesso al lavoro, specialmente quello specializzato e che richiede talento, è il problema più grande che abbiamo. Il resto è tutto fumo negli occhi, buono per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica. Perfino le grandi questioni economiche sono secondarie rispetto a questo problema, quantomeno perché, nel povero Bel Paese, questo non rende possibile la selezione di una classe dirigente veramente all’altezza.

Un quadro drammatico insomma, che racconta un paese in declino, che assiste alla fuga all’estero dei suoi cervelli migliori, mentre è gestito, praticamente in ogni settore, da arrivisti, corrotti, opportunisti e figli o amici di qualcuno. E i migliori, se sono rimasti in patria, languiscono nel precariato. Non che sia, il problema, di facile soluzione, tutt’altro, ma un primo contributo, da un po’ di anni, cerca di darlo la più giovane categoria sindacale della Cgil, ovvero Nidil (acronimo che sta per Nuove identità di lavoro), che raccoglie i lavoratori atipici e i precari della Cgil di Vicenza.

Nata 20 anni fa, è anche la categoria più piccola del sindacato, ed è in continua mutazione e turnover tra gli iscritti, che nella nostra provincia sono circa duecento. Nidil rappresenta i lavoratori somministrati, subordinati e le partite Iva, quelle “finte” naturalmente, altra tipicità tutta italiana, e nei giorni scorsi è andata anch’essa a congresso, a Vicenza, a Porto Burci, ovvero la ex scuola materna comunale di contra’ Burci, confermando all’unanimità, nel ruolo di segretario generale provinciale, Riccardo Martin, 42enne di Noventa Vicentina.

“Sì, tra i nostri iscritti ci sono anche le partite Iva – ha detto Martin – e in molti casi si tratta di lavoratori con nuove professioni, senza ordine o collegio professionale corrispondente. Ma in provincia ad oggi seguiamo soprattutto lavoratori in somministrazione, una realtà che nel biennio dal 2015 al 2017 è aumentata da 34 mila unità presenti nel vicentino a 46 mila circa. Spesso siamo chiamati dove nello stesso posto di lavoro vi sono persone che hanno le stesse mansioni, ma contratti diversi e evidentemente stipendi diversi”.

Nidil opera inoltre anche in quell’area grigia, ma innovativa, delle nuove professioni, facendo anche lavoro di inclusione e alfabetizzazione al mondo del lavoro e alle sue regole. Martin nella sua relazione ha affrontato anche i temi  riguardanti l’uguaglianza, lo sviluppo sostenibile, i diritti di cittadinanza  e le politiche fiscali eque e giuste. Quanto alle finte partite Iva, è stato spiegato che a livello nazionale sono stimate in 600 mila e, presumibilmente, sono almeno cinquemila nel vicentino.

Al congresso erano presenti una cinquantina di persone e sono intervenuti la segretaria nazionale Nidil, Sabina Di Marco, e il segretario organizzativo provinciale Giancarlo Puggioni. L’assemblea congressuale è stata presieduta dal giovane storico Stefano Poggi, ricercatore precario, conosciuto a Vicenza per essere tra gli organizzatori di Fornaci Rosse.

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