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La sede centrale, a Roma, Della Corte dei Conti - Foto di Carlo Dani (CC BY-SA 4.0)
La sede centrale della Corte dei Conti, a Roma, - Foto di Carlo Dani (CC BY-SA 4.0)

Pedemontana, Pd: “Nuova doccia fredda su Zaia”

Venezia – “La Corte dei Conti ribadisce che con il nuovo contratto per la realizzazione dell’opera, il rischio è tutto sulle spalle della Regione, e quindi dei cittadini veneti. Esattamente l’opposto di quello che dovrebbe essere un Project financing. Se i conti non torneranno, come sosteniamo da tempo, a rimetterci non sarà il concessionario ma il bilancio della Regione. La Pedemontana rischia di essere una strada che i cittadini pagheranno ben due volte: con i pedaggi, molto alti, e con i debiti di bilancio”.

Sono parole di Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale, intervenendo oggi sul tema della Superstrada Pedemontana a seguito della nuova relazione della Corte dei Conti. In effetti da tempo, la realizzazione di questa infrastruttura viaria, estremamente sofferta, è oggetti di critiche da parte dell’opposizione , a Palazzo Ferro Fini, con la giunta Zaia spesso nel mirino sia del Pd e della sinistra nel suo complesso che del Movimento Cinque Stelle, in questi mesi “strano” alleato di governo della Lega.

Fracasso tra l’altro non è il solo oggi ad intervenire sullo scottante argomente. Anche un altro consigliere dem, Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente, commenta parlando di “una nuova doccia fredda che arriva per la giunta Zaia dalla Corte dei Conti, che non molla l’osso sulle troppe risposte mai date sulla sostenibilità economica ed ambientale dell’opera”.

La magistratura contabile ha inviato la sua comunicazione sulla Pedemontana ad un folto gruppo di destinatari: presidenza del Consiglio, ministeri dei Trasporti, Economia e finanza, Cultura, Ambiente e ancora Anas, Anac, Regione Veneto, Veneto Strade, Sis, Cassa depositi e prestiti, Banca europea degli investimenti, Province di Treviso e Vicenza e per conoscenza a 30 comuni interessati dal tracciato, alla Corte dei Conti del Veneto, a Italia Nostra, Covepa, Parco delle Rogge e Codacons Veneto.

“Nella lettera – aggiunge Zanoni – si ricorda come siano scaduti i sei mesi entro i quali i vari enti dovevano esprimersi in merito ai rilievi della stessa Corte. In realtà le risposte non sono arrivate e i dubbi sollevati restano tutti sul tavolo. Di fatto sulla scrivania di Zaia c’è l’ennesima bocciatura nei confronti della Pedemontana”. Le critiche, circostanziate vertono su quattro punti che hanno però un unico comune denominatore: il rischio di impresa spostato dal privato al pubblico.

“Anzitutto – spiega il vicepresidente della commissione Ambiente – le modifiche del rapporto di concessione appaiono problematiche in merito al rispetto delle norme europee sulla concorrenza; viene anche chiesto lo stato del contenzioso pendente con Impregilo che ha presentato ricorso dopo il terzo atto firmato con Sis. Il secondo punto riguarda l’esborso per le casse pubbliche: si ricorda che il costo dell’opera è inferiore a tre miliardi, ma con l’ultima convenzione la Regione ne sborserà dodici, sette in meno rispetto all’atto precedente. La Corte però vuole vederci chiaro e chiede quali iniziative ha adottato la Giunta nei confronti dei responsabili del precedente contratto che prevedeva un ingentissimo aggravio economico a carico delle finanze regionali pari a 19 miliardi di euro. Allora a gestire l’intero procedimento c’era il commissario straordinario Vernizzi.

“Le perplessità dei magistrati – insiste Zanoni – riguardano poi la questione della mancanza dei fondi per tutte le opere complementari necessarie a evitare che i Comuni si trovino con la viabilità locale nel caos più totale e il mancato aggiornamento sui controlli dei cantieri, in particolare sulla collaborazione con il ministero dell’Ambiente, ovvero sulla verifica di ottemperanza allo studio di impatto ambientale che dovrebbe essere stato effettuato dalla commissione Valutazione di impatto ambientale (Via)”.

“Se la Regione ha delle precise responsabilità – conclude il consigliere regionale -, anche il governo Di Maio-Salvini non sta certo brillando. Ancora infatti non è stata realizzata la benché minima revisione di questa folle concessione che rischia di mettere a repentaglio le casse del Veneto dal 2020 al 2059. Che fine ha fatto l’impegno del ministro Toninelli in merito alla revisione della convenzione più volte annunciata anche dal gruppo M5S di Palazzo Ferro Fini? Sulla faccenda Pedemontana dal Movimento Cinque Stelle sono arrivati fiumi di chiacchiere ma zero fatti. Alla fine dei conti gli unici a portare a casa un risultato, seppur minimo, siamo noi del Partito Democratico che con il ministro Delrio abbiamo messo fine alla problematica gestione del commissario straordinario, l’ingegner Vernizzi”.

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