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Noventa, due profughi denunciati per spaccio

Noventa, due profughi denunciati per spaccio

Noventa Vicentina – Detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. E’ il capo d’accusa con il quale sono finiti nei guai, a Noventa Vicentina, due richiedenti asilo, un nigeriano di 26 anni, V.A., e un 23enne della Guinea, entrambi inseriti nel programma di accoglienza e domiciliati in due distinte abitazioni di Noventa, gestite dalla cooperativa sociale “Un modo di gioia” di Padova.

A scoprire la loro attività di spaccio, e a denunciarli a piede libero per questo, sono stati i carabinieri della locale stazione, concludendo oggi una indagine che aveva preso avvio già nei mesi scorsi dopo alcune segnalazioni che indicavano nei due giovani i fornitori di stupefacenti a ragazzi della zona.

I ripetuti servizi di osservazione e controllo attuati dai militari di Noventa, soprattutto in prossimità delle loro abitazioni e dei luoghi di ritrovo, hanno permesso di acquisire riscontri investigativi tali da consentire l’emissione, da parte dell’autorità giudiziaria, di altrettanti decreti di perquisizione a carico dei due richiedenti asilo.

Nella mattinata di oggi quindi, con il supporto del Nucleo operativo della Compagnia carabinieri di Vicenza e di un’unità cinofila del Nucleo di Torreglia, le due abitazioni occupate dai profughi  sono state perquisite e sono statu trovati tre involucri in cellophane contenenti due grammi di marijuana.

Sulla vicenda, non si è lasciato sfuggire l’occasione di intervenire il portavoce del comitato PrimaNoi, Alex Cioni, che della guerra contro i richiedenti asilo ha fatto una bandiera. “Come volevasi dimostrare – scrive Cioni -. Per anni ci dicevano che facevamo solo allarmismo quando denunciavamo i rischi della diffusione nel territorio dei sedicenti profughi, invece ora sono i fatti a parlare chiaro confermando i nostri timori sollevati in tempi non sospetti”.

“Questa – continua – è la conseguenza di una gestione ideologica dell’immigrazione da parte del Pd e dei suoi surrogati che, con l’accoglienza diffusa, hanno reso possibile la creazione di una rete di spacciatori che si è radicata in tutto il territorio provinciale, garantendo alla mafia nigeriana di divenire, in questi ultimi anni, l’organizzazione criminale più potente nel nord Italia. Non ci facciamo illusioni, temiamo che le facce di bronzo del Pd e i sostenitori dell’immigrazionismo che ora portano in palmo di mano il sindaco di Riace, negheranno anche questa volta l’evidenza dei fatti”.

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