Breaking News
Luigi Di Maio e Davide Casaleggio - Foto di Simone Tomirotti (CC BY-NC-SA 2.0)
Luigi Di Maio e Davide Casaleggio - Foto di Simone Tomirotti (CC BY-NC-SA 2.0)

Non sempre un fallimento insegna qualcosa di saggio

Vicenza – Henry Louis Mencken scriveva: «l’idealista è uno che, notando che una rosa odora meglio d’un cavolo, ne conclude che se ne possa cavare una minestra migliore»,  e quel burlone di Maurizio Crozza nei giorni scorsi notava che, per la prima volta nella storia d’Italia, «un napoletano si è fatto fregare da un padano»; ma mi pare che non sia successo proprio questo. Infatti, Fabio Cintolesi sostiene che è un’idea profondamente sbagliata. Il buon Luigi Di Maio, ha portato a casa in pochissimi mesi una serie di provvedimenti a favore del proprio collegio (l’area di Napoli) che altri politici o ministri se li possono sognare:

  • In primis il reddito di cittadinanza. Quando e se verrà elargito, in base a diverse simulazioni, avrà un’incidenza economica più che doppia al Sud rispetto al Centro-Nord.
  • C’è poi il provvedimento sulle polizze Rc-auto. Poiché a Napoli le tariffe di queste polizze sono le più alte d’Italia, a causa dell’altissimo numero di sinistri nella zona (qualcuno dice che ci siano molte truffe), il decreto fiscale del governo disporrà che l’incidenza dei sinistri non venga più considerata a livello provinciale, ma “spalmata” sull’intero territorio nazionale. Il tutto si ridurrà in una forte diminuzione delle tariffe nell’area di Napoli ed aumenti molto robusti (sembra in alcune province fino al 40%) al Centro-Nord.
  • Altro piccolo colpo da maestro sono state le norme sul condono edilizio a Ischia, inserite improvvidamente nel decreto per Genova. Non trattandosi neanche di un condono tout court, ma del perfezionamento di un abbuono dell’era Berlusconi, questo provvedimento permetterà a proprietari di immobili (allora) abusivi, ma sanati con decorrenza retroattiva, di poter accedere ai rimborsi per i danni patiti nel terremoto che ha colpito l’isola l’anno scorso.

Chi pensa, quindi, che Di Maio e i suoi siano dei dilettanti allo sbaraglio, credo abbia capito ben poco. Una serie di risultati così sostanziosi e mirati al proprio collegio, e in così poco tempo, pone “Gigino” Di Maio nel novero dei “grandi” notabili Dc campani della prima repubblica, da De Mita a Cirino Pomicino, passando per Gava e Scotti. Nomi che hanno fatto inondare il proprio elettorato di soldi dei contribuenti di altre aree d’Italia (soprattutto del Nord).

Credo che i veri sprovveduti siano quelli che lo prendono in giro. Ma c’è anche un’altra nutrita lista di persone [si veda questo video: questo video che ci mostra come un sacco di elettori che dovrebbero essere politicamente acculturati, scambiano – spesso proprio per partito preso – le posizioni politiche del duo Renzi-Salvini a parti inverse. E a proposito di quest’ultimo: il taglio delle accise sulla benzina promesso dal Matteo non più “nordico” ma “nazionale” è scomparso: nessuna traccia nella manovra. 

Ci troviamo di fronte a dmemagoghi che predicano soluzioni e dottrine che sanno essere false, ma le ammanniscono alla gente che pensano cretina. E il vicepremier Luigi Di Maio non è da meno: ha gabellato i rider. Quei  ragazzi, che corrono in bicicletta senza tutele a consegnare pasti caldi in città. Sono l’emblema della precarietà. Li aveva incontrati promettendo che le cose sarebbero cambiate, assicurando un atto legislativo che garantisse uno stipendio fisso, ferie, contributi, etc. etc.

Invece il periodico Linkiesta.it si domanda: «Che fine ha fatto il tavolo? Siamo stanchi di attendere», scrivono dalla Riders Union di Bologna. Consapevoli, forse, del fatto che il governo gialloverde abbia fatto di loro un uso propagandistico, per poi lasciarli in soffitta, tra pagamenti a cottimo e paghe basse. «Sino ad ora quello che abbiamo visto sono stati solo grandi promesse e grandi annunci, disegni di legge in grado di risolvere i nostri problemi poi messi da parte perché intaccavano gli interessi di Lega e Confindustria», aggiungono i rider. Niente legge, e niente contratto nazionale ad hoc. Niente lavoro dipendente. Niente tutele minime. 

Se volgiamo lo sguardo altrove non possiamo guardare con fiducia ai colloqui tra Mario Draghi, Sergio Mattarella ed altri ancora, perché la sensazione è che, più che guardare agli interessi degli italiani, e delle loro banche (vedi qui), essi scrutino la consistenza dei loro risparmi. Fortuna vuole che la Russia non sembra avere “remore di carattere politico sull’acquisto dei titoli di Stato italiani”. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, replicando alle dichiarazioni del premier italiano Giuseppe Conte, secondo cui il fondo sovrano russo “farebbe un affare” se decidesse di comprare i Btp.

“Sappiamo che l’economia italiana ha basi molto solide e ci fidiamo del governo italiano”, ha aggiunto il numero uno del Cremlino. Ed anche qui una vocina mi sussurra all’orecchio: attento questi aguzzano la vista sulla consistenza dei  risparmi degli italiani. È pur vero però, che la guerra fredda finanziaria è più auspicabile della guerra guerreggiata. Tanto si può ugualmente far cadere gli Stati. Di certo c’è lo scambio di informazioni su questioni comuni. O meglio, per questioni che stanno per ridisegnare i confini politici dell’Europa. 

Insomma abbiamo da sempre una partitocrazia e governi che non sono come un comitato di cittadini scelti per portare avanti gli affari comuni dell’intera popolazione, ma come una corporazione separata ed autonoma, dedicata principalmente allo sfruttamento della popolazione a beneficio dei propri stessi membri. 

Le domande che allora scaturiscono spontanee sono: 1) Dove sono, cosa fanno, quale futuro migliore prospettano gli indipendentisti che si agitano nel paese di Arlecchino & Pulcinella: i sudtirolesi, i veneti, i lombardi, i toscani, i sardi, i siciliani? 2) Davvero la democrazia che costoro predicono si basa su un complesso di bugie così infantili che debbono essere protette da un rigido sistema di tabù, altrimenti anche i cretini riuscirebbero a farle a pezzi?

Enzo Trentin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *