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Un sit in di protesta delle Rsu della Miteni di alcuni mesi fa
Un sit in di protesta delle Rsu della Miteni

Fallimento Miteni, lavoratori in sciopero. Dura la Cgil

Trissino – La Miteni chiederà il fallimento, come diciamo in altra pagina, ed è una doccia fredda per coloro che nello stabilimento lavorano. Le Rsu dell’azienda infatti subito annunciato che hanno indetto uno sciopero, per domani, sabato 27 ottobre, di otto ore su tutti i tre turni di lavoro, nello stabilimento di Trissino. Contestualmente avrà luogo, dalle 10.30 circa fino alle 13, un presidio sindacale informativo presso l’ingresso della fabbrica. Insomma, per i lavoratori, da tempo sotto pressione e con grandi timori per la loro salute, è una nuova mazzata…

“Dopo l’ultimo incontro di lunedì scorso con la direzione – si legge in una nota diffusa dalle rappresentanze sindacali unitarie -, dobbiamo prendere atto che l’azienda non sta mantenendo fede agli impegni assunti con la Rsu e i lavoratori durante il precedente incontro di venerdì 12 ottobre , impegni che portarono alla sospensione di una mobilitazione. In quella circostanza l’azienda si impegnò a far fronte alle problematiche legate a salute, igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro, alle questioni riguardanti il futuro occupazionale, anche in ragione del concordato in atto e alla prospettata cassa integrazione di tre mesi, al pagamento degli arretrati dei dipendenti”.

“La disattesa di quanto sottoscritto – si legge in conclusione -, e la carenza di una coerente ed attendibile comunicazione sulla grave situazione aziendale, ci costringe alla mobilitazione. Si aggiunge ora che, durante un incontro convocato oggi d’urgenza e terminato poco fa, la direzione ci ha comunicato che ha presentato istanza di fallimento al tribunale di Vicenza. A fronte di questa grave comunicazione aziendale, le ragioni alla base dell’annunciata nostra mobilitazione diventano ancora più urgenti”.

Molto dura sulla questione anche la Cgil di Vicenza, il cui segretario generale, Giampalo Zanni, parla di scaricabarile sul territorio e di una decisione che è quanto di peggio ci si potesse aspettare. Miteni , secondo Zanni, portando i libri in tribunale dimostra di non volersi “assumere le proprie responsabilità, decidendo di scaricare sui lavoratori, sui cittadini e sul territorio i problemi derivanti dall’inquinamento da sostanze Pfas”.

“L’azienda, con questa scelta, – continua il segretario provinciale della Cgil – lascia i lavoratori senza una prospettiva occupazionale e senza rassicurazioni circa i possibili danni sulla loro salute; lascia il territorio senza garanzie per la bonifica del sito, circa il finanziamento del costo della stessa e circa i danni prodotti al sistema idrico pubblico ed al settore agricolo e zootecnico della zona contaminata. lascia anche i cittadini senza un interlocutore circa i possibili danni alla loro salute. La Cgil farà tutto il possibile perché questo non avvenga”.

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