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Lavoratori Miteni, firmato l'accordo per la Cigs

Miteni avvia il licenziamento dei 121 dipendenti

Trissino – La Miteni ha comunicato oggi ai lavoratori l’avvio della procedura di licenziamento collettivo dei 121 lavoratori, come previsto dalle norme. Antonio Nardone, amministratore delegato dell’azienda trissinese, considerata la principale responsabile dell’inquinamento da Pfas in Veneto, ha stigmatizzato le motivazioni dello sciopero indetto dalle Rappresentanze sindacali unitarie e quella che definisce “l’anomalia delle modalità di agitazione annunciata”.

“Ricordo – ha detto Nardone – che l’azienda, ad oggi, non ha potuto effettuare il pagamento del residuo degli stipendi di maggio e le quattordicesime perché non le è stato concesso dal tribunale. E’ dunque incomprensibile come il rispetto di procedure obbligatore possa avere portato le RSU a una dichiarazione di agitazione sindacale così anomala”.

Per quanto riguarda le modalità di protesta, Nardone ha precisato che “l’interruzione dei processi con la sola ultimazione delle reazioni in corso, non garantisce la messa in sicurezza completa degli impianti in quanto non permette lo svuotamento degli stoccaggi contenenti sostanze pericolose”

“Inoltre – ha aggiunto l’ad di Miteni – il  mancato completamento dei programmi produttivi volti all’esaurimento della sostanze pericolose giacenti in stabilimento e alla successiva messa in sicurezza definitiva degli impianti, impedisce il completamento del cronoprogramma approvato dagli enti competenti in materia di sicurezza e ambiente, con tutti i potenziali rischi del caso”.

Nardone ha anche voluto ribadire che “il consiglio di amministrazione di Miteni sta lavorando con impegno per trovare una strada che, attraverso l’ingresso di un nuovo socio, possa salvaguardare l’occupazione, gli impegni ambientali e il forte know how aziendale”.

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