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Non è la prima volta che Mamme No Pfas si reca in Europa per far sentire le proprie ragioni
Non è la prima volta che Mamme No Pfas si reca in Europa per far sentire le proprie ragioni

Mamme No Pfas in difesa dell’acqua a Strasburgo

Vicenza – Ci saranno anche le Mamme No Pfas, a Strasburgo, nei prossimi giorni, in occasione della votazione, da parte del Parlamento europeo, sulla direttiva riguardante le acque destinate al consumo umano. I rappresentanti de comitato saranno nella città francese il 22 e 23 ottobre, per illustrare le proprie osservazioni sul testo che viene proposto.

“I contenuti delle osservazioni – sottolineano gli attivisti in una nota -, elaborate da un gruppo di genitori attivi, rappresentano la popolazione veneta contaminata da Pfas, costretta a vivere una condizione sospesa, minacciata dagli interferenti endocrini. Nulla, in queste aree martoriate dall’inquinamento, risponde più alle regole naturali. L’acqua, elemento principale per la sopravvivenza, per essere bevibile deve essere filtrata. Inoltre si guarda con diffidenza ai prodotti delle nostre campagne, anche questi contaminati essendo stati irrigati con acqua inquinata”.

“Ecco perché, analizzando il testo – continuano -, abbiamo subito notato parole stridenti con la situazione che si sta vivendo. Il termine rischio, per esempio, di fatto sottende a un concetto di pericolosità già esistente, mentre dovrebbe prevalere un’ottica di prevenzione come previsto dal principio di precauzione. Abbiamo inoltre rilevato la totale mancanza di termini che potrebbero condurre ad azioni politiche rivolte al futuro, che si preannuncia problematico a causa dei mutamenti climatici in corso. Ecco quindi che le parole che proponiamo di inserire nella direttiva sono: il diritto all’acqua, la tutela dell’acqua, la cura dell’acqua“.

I rappresentanti di Mamme No Pfas ribadiscono anche l’importanza che divenga centrale il principio di precauzione, e non si limiti ad essere una traccia di inchiostro sul trattato di funzionamento dell’Unione Europea, disapplicato per paura che un concetto così alto metta a rischio il futuro economico.

“Per noi – conclude Mamme No Pfas – è vero il contrario: pensiamo che proprio in questo assunto vi siano modernità e ricchezza, e quindi andremo a chiedere che i limiti per le sostanze perfluoroalchiliche, di nuova o vecchia generazione che siano, e per tutti gli interferenti endocrini, siano portati a zero, come enunciato nella mozione approvata all’unanimità dal consiglio regionale Veneto il 16 ottobre scorso”.

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