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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Mamme No Pfas: “Come si è arrivati a questo?

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento che segue del comitato Mamme No Pfas, sulla questione della dichiarazione di fallimento della Miteni e sulla possibilità che essa si sottragga alle proprie responsabilità…

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Trissino – Ecco la notizia che si temeva: Miteni dichiara il fallimento e, di fatto, si sottrae alle proprie responsabilità. Con insistenza, anche noi Mamme No Pfas abbiamo chiesto il sequestro preventivo dell’azienda da parte della Procura e ora ci chiediamo perché non abbia agito in tempo utile a garantire il carico dei costi della bonifica del sito e dello smantellamento dell’azienda su chi ha inquinato, lasciandoli sulle spalle dei cittadini già irrimediabilmente danneggiati.

Le responsabilità – Icig, che ha rilevato l’attività chimica nel 2009, qualche mese fa dichiarava di essere disposta ad investire ulteriormente per il rilancio e la riconversione della produzione. Possibile che ora venga esclusa da ogni obbligo di risarcimento? Noi speriamo di no. Le varie istituzioni responsabili ci dovranno spiegare perché hanno permesso che si arrivasse a questo punto, senza prendere finora decisioni coraggiose che obblighino Miteni e Icig ad assumersi le loro responsabilità.

La prevenzione. Nessuna industria chimica deve sorgere sulla ricarica degli acquiferi perché, al minimo incidente, potrebbe compromettere le nostre risorse idriche. Vigileremo affinché l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) non venga mai più concessa ad un’eventuale nuova industria chimica che volesse sostituirsi a Miteni, nel posto in cui non avrebbe mai dovuto essere costruita: sulla ricarica della seconda falda più grande d’Europa. Nel prossimo futuro, quando l’acqua pulita sarà un bene sempre più raro e prezioso, essa avrebbe rappresentato un’enorme ricchezza per migliaia di persone. Ora è irrimediabilmente compromessa e continua ad essere fonte di contaminazione per gli alimenti di origine animale e vegetale prodotti in questa vastissima zona del Veneto.

L’intervento del ministro. Chiediamo al ministro della Giustizia di intervenire in difesa di una larga parte di popolazione del suo Paese, che faccia valere le leggi a tutela dell’ambiente e dei cittadini che pagano due volte: in termini di salute e di portafoglio. L’acqua pulita, gli screening, le medicine per curarsi: tutti costi che si ripercuotono sulla popolazione. Le istituzioni devono tornare ad essere il garante del popolo e non gli alleati delle industrie.

I lavoratori. Siamo solidali e vicini ai lavoratori di Miteni, che dovranno essere ricollocati come promesso dalla Regione Veneto durante i nostri incontri.

Mamme No Pfas – Genitori attivi area contaminata

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