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L’insostenibile leggerezza dei social network

Venezia – E’ proprio vero che i social network hanno la caratteristica di mettere in evidenza il peggio della nostra società. Peraltro stanno diventando davvero nocivi, anche per le cause più giuste. Un esempio emblematico sono le offese e le minacce da osteria che sono state rivolte all’assessore regionale Elena Donazzan quando ha espresso il suo sostegno alla campagna contro l’utero in affitto. “Chi non gradisce mie idee è libero di non seguirmi. A chi mi minaccia di morte rispondo: siete dei codardi, vi aspetto dove volete”, queste sono state le sue parole commentando gli attacchi ricevuti. La campagna condivisa dalla Donazzan era quella promossa da Provita Onlus e da Generazione Famiglia.

Elena Donazzan
Elena Donazzan

“Stamattina – ha aggiunto Donazzan -, al mio risveglio, ho trovato il mio profilo Instagram zeppo di insulti e minacce per la mia adesione alla campagna #stoputeroinaffitto, che pone l’accento sulla pratica dell’utero in affitto: altro non è che un business e a farne le spese sono le donne, trattate da schiave, e i bambini, vittime indifese di questo scempio. La campagna tuona due uomini non fanno una madre: è ciò che penso, è ciò che ci dice pure la natura ed il buonsenso, che qualcuno vorrebbe sopraffare per accontentare l’egoismo dei ricchi committenti”.

Complimenti vivissimi a coloro che non sanno ribattere, con argomenti e modi pacati ed educati, a idee che non condividono, pur oscurantiste e arretrate che esse siano. Sappiate che usando toni sopra le righe fate un grande regalo proprio a coloro che credete di avversare con le male parole, e danneggiate invece quelle idee che credete di difendere. Non è insomma con le offese e le minacce che si garantiscono libertà e diritti civili ai cittadini.

“Da quale pulpito – conclude infatti l’assessore – viene la predica! Dagli esperti di democrazia, di diritti, di amore e di pace, che al primo pensiero diverso dal loro si manifestano per ciò che sono, leoni da tastiera, odiatori seriali, figli viziati di una società buonista. Non mi lascio intimidire da questi individui. Ho rimosso i loro commenti perchè non posso accettare offese in cambio dell’esternazione di un mio pensiero: non ho costretto nessuno di loro a seguirmi, se non condividono le mie idee sono ben liberi di seguire qualcun altro, ma non certo di offendermi. E a chi ha minacciato di ammazzarmi a fucilate rispondo: ti aspetto dove vuoi visto che i codardi siete voi, non certo io”.

All’assessore Donazzan è anche subito giunta la solidarietà del presidente della Regione Luca Zaia. “In un mondo civile – ha scritto Zaia in una nota – si rispettano le idee di tutti, altrimenti non ha senso parlare di democrazia e libero pensiero. Su temi come l’utero in affitto, ognuno risponde alla sua coscienza. Si può condividere o no una posizione, ma l’offesa e la minaccia sono lo strumento più sbagliato. Inaccettabile, sempre e comunque”.

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