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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

I lavoratori della Miteni rispondono all’azienda

Trissino – “Oggi siamo venuti a conoscenza non dall’azienda ma dalla stampa di essere stati tutti licenziati. Il vertice aziendale di Miteni ha abbandonato anzitempo lo stabilimento senza incontrare la Rsu e senza dare immediate comunicazioni e spiegazioni. Un comportamento di assoluta irresponsabilità. Peggio ancora, la nota stampa diramata dall’azienda ha tentato assurdamente di addossare responsabilità ai lavoratori, quando invece chiarissime sono le cause che hanno determinato questo epilogo”.

inizia così la nota di risposta alla Miteni dei lavoratori dello stabilimento di Trissino dei quali l’azienda ha annunciato oggi l’avvio della procedura di licenziamento collettivo. Come si sa la Miteni, considerata la principale responsabile dell’inquinamento da Pfas in Veneto, ha portato i libri in tribunale, dichiarando fallimento e sollevando molti timori nell’opinione pubblica, soprattutto sulla effettiva volontà di bonificare l’area del suo stabilimento, e non lasciare il problema ai veneti.

E poi c’è la questione dei suoi dipendenti appunto, che si trovano senza lavoro e senza certezze sulla loro salute dopo aver lavorato per tanto tempo a contatto con queste sostanze chimiche. Nella loro risposta di oggi, le Rsu della Miteni, assieme ai sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, assicurano comunque che “si comporteranno con la massima responsabilità e procederanno, di concerto con i quadri direttivi, alla messa in sicurezza di tutti gli impianti, di tutti i depositi, di tutti i servizi e di quant’altro afferente, secondo quanto previsto dalle normative e dalle procedure interne. I lavoratori presidieranno le strutture anche ai fini della direttiva Seveso (attività a rischio di incidente rilevante)”

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